Caccia Forlì-Cesena, il Pd: "Una mano agli agricoltori e certezze per i cacciatori"

Caccia Forlì-Cesena, il Pd: "Una mano agli agricoltori e certezze per i cacciatori"

La delibera della Giunta Regionale risolve e chiarisce le modalità di esercizio dell'attività venatoria in montagna.

I Comuni di Crinale, oltre ad avere il 60 o 70 % del territorio chiuso alla caccia, dovevano risolvere in via definitiva e ufficiale la questione riguardo alla possibilità di andare a caccia in territori acquisiti, nel corso degli anni, dalla Regione Emilia -Romagna, dove la caccia è sempre stata praticata pur non essendo chiaramente prevista dal punto di vista normativo.

Quando fu costituito il Parco Regionale del Crinale Romagnolo, la soluzione di questa questione era parte integrale dell'accordo sociale: infatti le associazioni venatorie chiesero e ottennero la garanzia che l'esercizio venatorio in queste aree sarebbe stato possibile.

 

Questa consuetudine riconosciuta anno dopo anno da tutti andava, però, prima o poi formalmente normata, perché in alcuni casi il buon senso non sempre viene usato.

Abbiamo messo fieno in cascina e in questo caso abbiamo fatto rifornimento completo chiarendo definitivamente una questione importantissima e anche molto delicata.

Dalla costituzione del Parco Regionale ad oggi il mondo non è stato fermo: normative europee, nuove disposizioni venatorie e per ultime la costituzione dei SIC e ZPS.

 

Dal Presidente Vasco Errani, che ha sempre seguito con attenzione il problema posto dai cacciatori della montagna della provincia di Forlì - Cesena, le indicazioni che erano giunte erano quelle di risolvere il problema senza andare contro a normativa europee per non incorrere in sanzioni e richiami comunitari.

L'attuazione delle indicazioni di Errani sono giunte sul tavolo dell'Assessore Regionale Tiberio Rabboni che ha gestito in modo perfetto" questa operazione, percorrendo un sentiero stretto ma sicuro e giungendo all'obiettivo.

Grazie Assessore Rabboni per aver gestito la situazione con equilibrio e senza inutili e pericolosi avventurismi.

L'esercizio venatorio è garantito e disciplinato in modo corretto.

Tutti coloro che criticano l'operazione innanzitutto lo fanno solo su piccoli dettagli e non sono stati in grado di fare proposte alternative che risolvessero globalmente il problema.

L'Assessore Rabboni ha saputo ascoltare gli interlocutori seri e affidabili del mondo venatorio senza inseguire i facinorosi della caccia che sono capaci solo di inimicarsi l'opinione pubblica con atteggiamenti esagerati ed inutili.

Con questa deliberazione il centrosinistra chiude un capitolo aperto da venti anni in modo ineccepibile dimostrando sul campo che tutela ambientale ed esercizio venatorio seri possono convivere. E' bene chiarire che questo traguardo raggiunto ha centrato l'obiettivo principale legato ad un serio contenimento della fauna selvatica che arreca notevoli danni alle aziende agricole presenti nei territori montani. La possibilità di esercitare piani di controllo all'interno delle oasi recentemente istituite, sono l'unica seria risposta alla gestione di una fauna selvatica spesso invasiva che crea danno alle culture agricole vitali per le nostre importanti imprese agricole.

Il centrosinistra si riqualifica come interlocutore serio ed affidabile del mondo venatorio che certo non apprezza le "uscite esclusivamente pubblicitarie" del Ministro Brambilla.

In questo modo finalmente togliamo gli alibi a un centro destra che oltre a "strombazzare" non ha mai avanzato proposte credibili e sostenibili nell'attuale impianto legislativo.

 

Finalmente togliamo al centro destra "l'arma spuntata" che ha sempre usato in modo strumentale per blandire il mondo venatorio con false riforme solo promesse e mai neanche formalmente avanzate.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l'impegno concreto e continuo del Consigliere Regionale Tiziano Alessandrini che, all'indomani delle elezioni regionali, ha seguito quotidianamente la problematica facendo la spola tra Forlì e Bologna.

 

In Provincia a Forlì c'è una "donna forte" che ha saputo ascoltare e mediare posizioni che potevano apparire a prima vista in scontro aperto e che invece da Luciana Garbuglia sono state condotte nel giusto ambito della composizione di interessi diversi.

Il mondo venatorio provinciale ha dimostrato la maturità di chi è consapevole che stare fermi e non cambiare niente è sicuramente la situazione più comoda ma che non risolve nessun problema e soprattutto non apre nessuna prospettiva di adattamento a situazioni in continuo mutamento.

 

Il centrosinistra Santasofiese, l'Amministrazione Comunale e l'ATC di riferimento esprimono la massima soddisfazione per l'obiettivo raggiunto, e ringraziano, inoltre, per il lavoro fatto il Consigliere Regionale Alessandrini, il Presidente Bulbi e l'Assessore Garbuglia.

Una delle priorità che ci eravamo dati da risolvere è stata raggiunta e ciò ci dà forza per procedere nell'attuazione del programma di legislatura

 

Il PD Santasofiese, gli Assessori Piero Lungherini e Luciano Neri e il Presidente dell'ATC FO5 Pani Pier Luca

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