Caccia, Forlì-Cesena: liberalizzato l'appostamento

Caccia, Forlì-Cesena: liberalizzato l'appostamento

Caccia, Forlì-Cesena: liberalizzato l'appostamento

Guerra aperta tra la Provincia di Forli'- Cesena e l' "Ente produttori selvaggina", l'associazione delle aziende faunistiche-venatorie. Lunedì pomeriggio, appena tre minuti prima dell'inizio formale del Consiglio provinciale e' arrivata una diffida firmata dal presidente dell'associazione Piero Lombardini a non procedere con uno dei punti all'ordine del giorno del Consiglio: una delibera riguardante la caccia. La terza diffida arrivata in due mesi dall'associazione.

 

Una sorta di "guerriglia" a suon di avvertimenti che non e' andata giu' ai consiglieri. In quest'ultimo caso l'Eps lamenta il fatto che il testo della delibera riporta che "sono state sentite le associazioni venatorie", mentre l'Eps non e' stata contattata: per l'associazione ci sarebbero gli estremi di "false dichiarazioni".

 

"E' una diffida che giunge inopportuna- dice l'assessore Luigi Rusticali-. Abbiamo sentito le associazioni venatorie piu' rappresentative degli 'interessi diffusi' dei cacciatori, anche perche' la nuova norma non tocca in alcun modo le aziende faunistiche".

 

Da piu' parti e' emersa la richiesta di un parere legale, mentre il piu' duro e' stato il capogruppo Pd Daniele Zoffoli: "L'indeterminatezza provocata dalla diffida esterna, presentata in corso di seduta, ci provoca un grave fastidio". Cosi' l'assessore Rusticali: "La misura e' stata superata". Secondo Rusticali l'ente s'e' mosso a norma di legge ed ha inteso "consultare le associazioni piu' rappresentative, un ulteriore scrupolo e null'altro, senza alcun obbligo che lo si facesse".

 

La delibera e' stata quindi votata alla fine da Pd e Prc, con la modifica in cui si menzionano le associazioni interpellate e favorevoli (Federcaccia, Libera Caccia e Arci Caccia).

 

Piu' complessa, invece, la materia della norma: la caccia con appostamento fisso. Di fatto la Provincia di Forli'-Cesena, guidata dal presidente Massimo Bulbi (appassionato cacciatore), ha deciso di liberalizzare fortemente le aree in cui questo tipo di caccia e' permessa, eliminando il precedente divieto, sempre targato centro-sinistra, che quest'attivita' venatoria venisse esercitata in zone di crinali, veri e propri corridoi "senza doppiette" per gli uccelli migratori. Ora non sara' piu' cosi'.

 

Il piu' duro a rilevarlo e' stato il capogruppo di Forza Italia-Pdl Stefano Gagliardi che sull'argomento ha interpellato anche l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, ente pubblico nazionale che ha sede a Ozzano Emilia.

 

"La delibera risulta criticabile dal punto di vista tecnico quando afferma che la soppressione del divieto non avra' conseguenze sulla conservazione della fauna selvatica", Gagliardi cita testualmente la risposta dell'istituto superiore. E continua: "E' ben evidente che la pressione venatoria sull'avifauna migratrice risultera' notevolmente accresciuta: il provvedimento se approvato risulterebbe in contrasto col particolare regime di tutela degli uccelli migratori", dice il documento dell'Ispra.

 

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Si e' associato a Gagliardi anche il consigliere dei Verdi Stefano Brigidi, come prevedibile: "E' una delibera che non ha senso, non motivata e che viene a due mesi prima dell'approvazione del piano faunistico: e' come dare una concessione edilizia che non puoi piu' dare con un nuovo piano regolatore che arrivera' a breve".

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