Capitale della Cultura, il vessillo di Ravenna sventola in piazza del Popolo

Capitale della Cultura, il vessillo di Ravenna sventola in piazza del Popolo

Capitale della Cultura, il vessillo di Ravenna sventola in piazza del Popolo

RAVENNA - Da oggi il vessillo della candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura nel 2019 sventola in Piazza del Popolo. Come annunciato, il logo 2019 fa mostra di sé in totem e stendardi nella piazza centrale della città e vi rimarrà per accompagnare il percorso di iniziative e coinvolgimento della comunità nei prossimi anni verso la conquista del prestigioso titolo.Una sorta di inaugurazione ufficiale è avvenuta alla presenza del sindaco Matteucci e dell'assessore alla cultura Alberto Cassani.

 

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Il logo 2019 da oggi è stampato sulla carta intestata del Comune, così come lo sarà in tutto il materiale pubblicitario relativo ad eventi ed iniziative organizzate dal Comune e dai suoi partner.

 

La cerimonia di ufficializzazione del logo ha avuto luogo al termine dell'iniziativa di cui sono state protagoniste le città di Mons e Marsiglia, che saranno capitali europee della cultura rispettivamente nel 2015 e nel 2013. Nella sala del Consiglio comunale, gremita di giovani, l'incontro ha visto gli interventi di Yves Vasseur, direttore del teatro "Le Manège" di Mons e Maubeauge e Commissario per Mons 2015, e di Julie Kretzschmar direttrice di "Les Bancs Publics", collaboratrice di Marsiglia 2013, Marco Martinelli del teatro "le Albe", Luigi De Angelis e Chiara Lagani di Fanny & Alexander di Ravenna. L'assessore alla cultura Alberto Cassani ha introdotto l'incontro affermando che Ravenna è una città che ha superato certe forme di provincialismo un po' lamentose e narcisistiche, grazie anche ad esperienze come quelle legate al teatro nelle quali si è espressa voglia di fare, impegno, progettualità e talento, creando i presupposti per l'abbattimento di barriere a favore della creazione di relazioni.

 

Dalle esperienze raccontate dai rappresentanti delle due città ospiti, sono emerse le loro peculiarità nel costruire e nel caratterizzare i programmi da realizzarsi durante gli anni in cui ricopriranno il titolo di capitali europee della cultura. Mons, città simile a Ravenna per struttura e dimensioni, ha costruito in dieci anni un programma di progressiva valorizzazione culturale con un coinvolgimento molto forte di cittadini e artisti accogliendo i loro apporti per aree tematiche.

 

Marsiglia, una metropoli che coltiva come Ravenna il rapporto con il mare, ha improntato invece la costruzione degli eventi per il 2013 attraverso un appello allargato a tutto il suo ampio territorio. L'allargamento in termini territoriali e sociali è infatti ciò che caratterizza il programma della città francese: dinamica trasformazione urbana in funzione della partecipazione culturale da un lato, e capillare lavoro di riduzione del rischio di esclusione dall'altro.

 

I programmi presentati dalle due realtà sono accomunati da due obiettivi realizzati grazie alle forze legate al teatro: il rafforzamento di sistemi di relazioni e il sovvertimento di antiche chiusure.


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