Capo Verde, il massacro è stato premeditato

Capo Verde, il massacro è stato premeditato

CAPO VERDE – Gli assassini hanno confessato ma non hanno saputo fornire il movente. L’unica cosa certa agli investigatori è che l’omicidio della surfista 33enne, Dalia Saiani, e dell’agente di viaggio 28enne, Giorgia Busato, è stato premeditato.


Sandro Santus Rosario aveva avuto in passato una relazione con la Saiani, frequentatrice dell’isola di Sal, Capo Verde. Poi la storia sarebbe finita anche se i due, pare, si fossero lasciati senza alcun apparente astio.


Nel frattempo, però, la guida turistica 23enne pianificava la tremenda vendetta, ma per portarla a termine aveva bisogno di un complice, trovato in un amico meccanico di Santiago. Sarebbe stata coinvolta anche una terza persona che però non ha agito anche se era a conoscenza del diabolico piano.


Il delitto è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. La Busato e Agnese Paci, la 17enne ravennate scampata al massacro, si erano ritrovate in cassa della Saiani per recarsi a cena dall’ex di lei il quale ha raggiunto le tre ragazze con un amico. Dovevano raggiungere Espargos, ma improvvisamente il ragazzo ha deviato per Palmeira, un boschetto nei pressi della spiaggia di Fontona.


In tal momento si è scatenata la violenza dei due sulle povere ragazze. Prima hanno minacciato Agnese, quindi si sono appartati con la Saiani e la Busato che hanno intuito il pericolo a cui stavano andando contro. Le ragazze hanno offerto anche del denaro per sfuggire all'aggressione, ma nulla da fare. Sono state prese a colpi di pietra, rimanendo uccise. Poi sono state sepolte in spiaggia in una fossa scavata in fretta e furia. Forse la Saiani era ancora in vita quando è stata sotterrata.


Successivamente la violenza di Sandro si è scagliata sulla 17enne Agnese colpita due volte a colpa di pietra. La giovane è svenuta sul colpo ed i due, credendola morta, sono fuggiti. Dopo essere rinvenuta ha raggiunto in taxi un gruppo di amici a cui ha raccontato tutto.

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Dopo il delitto i due erano tornati al lavoro come se nulla fosse, ma poco dopo le forze dell’ordine li hanno tratti in arresto.

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