Carceri, emergenza in Emilia Romagna: sovraffollamento al 182,66%

Carceri, emergenza in Emilia Romagna: sovraffollamento al 182,66%

Carceri, emergenza in Emilia Romagna: sovraffollamento al 182,66%

BOLOGNA - Le commissioni Politiche sociali e Statuto, presiedute rispettivamente da Monica Donini e Giovanni Favia, si sono riunite in seduta congiunta per esaminare la Relazione sulla situazione penitenziaria in Emilia-Romagna nel 2010 redatta dalla Giunta regionale (come previsto dalla legge regionale 3/2008) al fine di valutare lo stato delle iniziative realizzate per la popolazione carceraria, anche in rapporto al contesto nazionale.

 

Erano presenti all'incontro gli assessori alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi, e alla Salute, Carlo Lusenti, e il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Nello Cesari. Anche quest'anno, come nei precedenti, emerge dalla relazione il problema del sovraffollamento, il cui indice medio in Emilia-Romagna raggiunge il 182,66% (contro la media nazionale del 150,95%) attribuendo in questa drammatica classifica il secondo posto alla nostra regione, con picchi superiori al 200% a Piacenza, Bologna, Reggio, Modena e Ravenna.

 

La capienza regolamentare prevista per un totale di 2394 si scontra in Emilia-Romagna con il dato delle 4373 presenze registrate nel 2010, il 52,4% delle quali è rappresentato da stranieri (ben al di sopra della media nazionale pari al 36,7%). La percentuale degli stranieir in alcuni casi, come Modena, Reggio-Emilia, Rimini, Bologna e Parma supera il 60%.

 

Per quanto riguarda la posizione giuridica dei carcerati in Emilia-Romagna, dalla relazione emerge che il 44,36% non ha una sentenza definitiva e tra questi il 44,5% è in attesa del primo giudizio. Tra questi ultimi il 62,15% è costituito da stranieri. I detenuti che hanno potuto usufruire di misure alternative in Emilia-Romagna sono stati 1047, un dato che va progressivamente crescendo rispetto agli anni precedenti.

 

Sul piano delle politiche sociali l'assessore Marzocchi ha in particolare segnalato gli ambiti sui quali, nella ristrettezza delle risorse disponibili, si sono concentrate gli interventi per il 2010: il sostegno agli sportelli informativi per i detenuti attivi nelle strutture penitenziarie, misure per favorire inserimento sociale attraverso il lavoro, il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti.

 

Tra i vari progetti menzionati dall'assessore: la realizzazione (in collaborazione con l'assessorato regionale alla cultura) del protocollo per il teatro in carcere che ha messo in rete le tutte le esperienze di attività teatrale presenti nelle strutture carceraria della regione; l'avvio del progetto a valenza regionale "Cittadini sempre"per il coordinamento delle numerose attività di volontariato presenti nelle strutture carcerarie.

 

Nella relazione sono poi menzionate il progetto di formazione e inserimento lavorativo a favore dei detenuti realizzate con i finanziamenti del fondo sociale europeo prevalentemente promosse dalle amministrazioni provinciali. Le attività sono spesso costituite da tirocini formativi e professionalizzanti che si realizzano sia in carcere che fuori. Nel 2010 erano previsti percorsi per 261 partecipanti e al 30 aprile 2011 risultavano effettivamente iscritte 151 persone, tutti uomini.


Circa l'intesa firmata dalla Regione sul Piano Carceri, Marzocchi ha riferito che sono previsti interventi per la costruzione di nuovi padiglioni detentivi costruiti negli istituti penitenziari di Bologna, Ferrara, Parma e Reggio Emilia per complessivi 1000 posti. Per questi posti - ha precisato l'assessore - abbiamo concordato che servano solo per diminuire il sovraffollamento favorendo la detenzione di persone del territorio in modo da facilitare l'accoglienza e il successivo reinserimento.

 Per quanto riguarda il capitolo della salute nella carceri, l'assessore Lusenti ha ricordato che la sanità nel settore è affidata dal 2008 alla Regione. Nel 2010 la Giunta regionale ha approvato (DGR 2/2010) il primo programma regionale per la salute negli istituti penitenziari che definisce gli standard clinico assistenziali che ogni Azienda sanitaria dell'Emilia-Romagna deve garantire negli istituti del proprio territorio.

 

A sostegno di questi servizi, i fondi ripartiti tra le diverse Ausl, ammontano complessivamente a circa 16 milioni. A fronte di un finanziamento statale "storico" di 10 milioni di euro la Regione - ha detto Lusenti - "ha in parte faticosamente surrogato al grave sottofinanziamento" con risorse regionali per ulteriori 6 milioni. L'assessore ha infine riferito della difficile situazione in cui versa l'ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) a Reggio Emilia, uno dei sei esistenti a livello nazionale e dei quali il Dpcm del 2008 prevede un graduale superamento. La struttura, rispetto agli altri 5 Opg sul territorio nazionale, registra il più elevato tasso di sovraffollamento (217,7%) e ha  il maggior numero di detenuti stranieri (53 su un totale di 286).

 

Dati che rilevano - ha sottolineato l'assessore - "un'assoluta inadeguatezza a svolgere funzioni terapeutiche e riabilitati dovute agli internati". La Regione ha avviato un monitoraggio per consentire la programmazioni di azioni per il superamento della struttura e un tavolo di confronto con le altre Regioni, in particolare con la Lombardia che ha un'alta presenza di propri internati a Reggio Emilia, per creare condizioni migliori di detenzione e assistenza. L'assessore ha di contro citato il progetto di Casa Zacchera, nel comune di Castrocaro Terme (FC),  promosso dalla Regione dal 2007 per accogliere e riabilitare persone affette da patologie psichiatriche detenute, come esempio che rappresenta "un'importante alternativa agli Opg".

 

In quasi tutti gli interventi dei consiglieri è emerso la richiesta di ulteriori approfondimenti ad integrazione di quanto riportato nella relazione. Roberto Corradi (lega nord) ha chiesto circa le rilevazioni riguardanti sul grado di istruzione e sulla posizione lavorativa dei detenuti e sulla provenienza (regioni italiane e paesi stranieri) degli stessi e ha anche sollecitato i dati riguardanti le recidive dei reati. Andrea Pollastri (pdl) ha chiesto chiarimenti sui progetti da realizzare per i detenuti e le detenute del carcere di Piacenza, tra i più sovraffollati della Regione.

 

Favia ha sollecitato dati comparativi sui finanziamenti degli anni passati per le prestazioni sanitarie rivolte ai detenuti e ha chiesto le motivazioni per le quali attualmente risultano beneficiari di progetti di formazione finanziati con fondi FSE solo uomini. Anche Defransceschi (mov. 5 stelle) ha sollecitato chiarimenti sui dati in particolare in relazione al sovraffollamento e all'alta percentuale di stranieri, ai costi dei progetti di formazione e ha chiesto se sia rinnovato il progetto di pet terapy nell'Opg.

 

Per Monica Donini risulta preoccupante il dato che riguarda la posizione giuridica dei detenuti tra i quali molti sono in attesa di giudizio e non possono godere di misure alternative. Una situazione quella della applicazione della giustizia per la quale  - ha detto -  va posta una vertenza sul piano politico". Palma Costi (pd) ha espresso timore per il fatto che le azioni positive messe in campo dalla Regione "per riportare la situazione carceraria ad una situazione di maggiore umanità" possano tuttavia possano essere vanificate dal situazione di sovraffollamento e dalla carenza di personale. Costi ha anche chiesto l'impegno affinché vengano definitivamente superate le due case di lavoro in provincia di Modena, unica presenza nazionale di questo tipo di misura detentiva "assolutamente incivile e non più accettabile".

Alberto Vecchi (pdl) ha sottolineato come negli ultimi hanno ci sia stata un'esplosione dei cadsi di detenzione che ha fatto saltare le previsioni. Il consigliere ha chiesto di approfondire i dati sulla carenza degli organici rispetto alla situazione a livello nazionale e se sia vero che ci sono molti agenti del sud che fanno domanda per tornare a casa. Vecchi ha anche chiesto in tema di sovraffollamento se a livello legislativo siano esperibili soluzioni affinché una volta condannati gli stranieri possano andare a scontare la pena nei pesi d'origine.

 

 Alla luce degli approfondimenti richiesti, i presidenti delle due commissioni, Donini e Favia, hanno convenuto sulla proposta di un'ulteriore informativa a settembre sulla materia anche in concomitanza con un possibile incontro con il nuovo provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria in quanto, a giorni, Nello Cesari andrà in pensione. A lui la presidente Donini a nome dei componenti di entrambe le commissioni ha espresso un sentito ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni

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