Carceri sovraffollate e senza agenti: allarme in Emilia-Romagna

Carceri sovraffollate e senza agenti: allarme in Emilia-Romagna

Carceri sovraffollate e senza agenti: allarme in Emilia-Romagna

A riportare all'attenzione delle cronache il tema della sicurezza nelle carceri, è stata l'aggressione nei confronti di una guardia carceraria da parte di Olindo Romano. Si tratta, però, solo di uno dei tanti episodi che vengono denunciati dalla Cgil Emilia-Romagna, secondo cui nell'ultimo semestre si sono verificati almeno seicento episodi simili a questo da parte di detenuti nelle carceri della nostra regione. E si riaccende la polemica sul sovraffollamento dei penitenziari.

 

Marco Martucci, coordinatore della Polizia penitenziaria per la funzione pubblica Cgil dell'Emilia-Romagna, spiega che "questi fatti di violenza nelle carceri sono all'ordine del giorno, a Piacenza come nel resto della regione".

 

"Il problema maggiore e' quello del sovraffollamento, che causa tensioni non indifferenti- spiega Martucci-. Ora in Italia ci sono 60.000 detenuti, mentre la capienza tollerabile e' di 43.000. In Emilia-Romagna la capienza massima e' di 2.274 e attualmente si registrano 4.178 detenuti". Nel caso di Piacenza, che ha fatto notizia per l'aggressione di Olindo Romano, con un limite di 180 persone ospitabili, ne sono presenti 380.

 

L'Emilia-Romagna e' fra le regioni piu' sofferenti, con il 23% in meno del personale necessario- e ad una scarsita' di risorse economiche da dedicare alla manutenzione delle strutture, diventa un mix esplosivo. "Le tensioni relative alla coabitazione sono tantissime, e scaturiscono anche dalla minima abitudine quotidiana. In carcere, a Piacenza, convivono detenuti di diverse nazionalita' e anche di diversa tipologia: non esistono, come invece vorremmo, i circuiti penitenziari che separano i condannati a seconda del reato. Si crea una situazione intollerabile e si creano momenti di tensione e pericolo tra detenuti e detenuti, ma anche tra detenuti e polizia".

 

Difficoltà appesantite anche dalle condizioni di lavoro degli agenti. "Un agente di Polizia

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penitenziaria lavora in media per 50 o 60 detenuti. Nelle sezioni detentive dell'Emilia-Romagna un agente arriva a dover lavorare per un numero che va da 50 a 100 detenuti". Inoltre, spiega ancora Martucci, "le strutture devono far fronte ad una scarsita' di risorse economiche per la manutenzione, e in molti casi sono partite male sin dalla nascita: a Piacenza, che e' un carcere costruito tra il 1990 e il 1992, gia' da subito sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per prevenire un crollo".

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Enrico
    Enrico

    MA MANDIAMOLI A LAVORARE CON UNA BELLA PALLA AL PIEDE !!!! .. LAVORI SOCIALMENTE UTILI!!!!!!!! ci sono innumerevoli strade da sistemare piene di buche, parchi, boschi, fossi da pulire e potare, argini di fiumi e torrenti da sistemare... così durante il giorno starebbero all'aria aperta e la notte stretti-stretti a dormire.. soprattutto non dimentichiamoci che questa sarebbe tutta manodopera GRATISSSSSSSSSSSS a LAVORAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

  • Avatar anonimo di e.n.z.o.
    e.n.z.o.

    ma quali carceri sovraffollate.....ma facciamola finita. sono altri i problemi veri non questo. la feccia deve stare stretta e soffrire

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