Carceri sovraffollati in Emilia Romagna, l'assessore Marzocchi: "Situazione gravissima''

Carceri sovraffollati in Emilia Romagna, l'assessore Marzocchi: "Situazione gravissima''

Carceri sovraffollati in Emilia Romagna, l'assessore Marzocchi: "Situazione gravissima''

BOLOGNA - Le carceri dell'Emilia-Romagna sono al secondo posto in Italia (dopo quelle pugliesi) per il tasso di sovraffollamento: i detenuti in regione sono, infatti, 4.373 a fronte di una capienza regolamentare di 2.394, il che significa un indice di sovraffollamento pari al 182,5% (con il dato medio nazionale al 150,95%). E' quanto emerge dalla relazione annuale "Disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli Istituti penitenziari della regione Emilia-Romagna",

 

Il documento è stato presentato lunedì dall'assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi. La relazione, che sarà discussa nei prossimi giorni dalla Commissione consiliare "Politiche per la Salute e Politiche Sociali", dice anche che se a livello nazionale, il 36,7% della popolazione carceraria è rappresentata da stranieri, in Emilia-Romagna la percentuale aumenta in modo considerevole arrivando al 52,4%.


"La situazione è gravissima", sottolinea Marzocchi. "La Giunta dell'Emilia-Romagna se ne è fatta carico con progetti dentro e fuori dalle carceri ma, in attesa degli altri provvedimenti necessari, chiediamo al Governo interventi di sostegno immediato perché occorre personale e mancano le risorse anche solo per la manutenzione ordinaria".


In particolare, ricorda l'assessore, "abbiamo firmato l'intesa con il Commissario delegato all'attuazione del piano nazionale delle carceri, Franco Ionta, affinché i mille posti aggiuntivi previsti siano utilizzati per allentare il sovraffollamento delle strutture esistenti, favorire la piena applicazione del principio generale di territorializzazione della pena e realizzare un nuovo ospedale psichiatrico giudiziario. Sono interventi importanti, ma occorrono fin da subito anche le risorse per gestire l'emergenza attuale".


Le politiche sociali regionali per il carcere - Già nel 2010 il lavoro della Regione si è concentrato su una trentina di interventi per rispondere alle gravissime condizioni di sovraffollamento in cui versano tutte le carceri presenti sul territorio emiliano-romagnolo e con l'obiettivo di assicurare il rispetto dei diritti fondamentali delle persone durante la detenzione e favorirne il reinserimento nella società.

 

Le somme totali messe a disposizione dal Programma Carcere della Regione per il 2010 ammontano a 500 mila euro, cui si aggiungono una quota di co-finanziamento da parte dei Comuni pari a quasi 300 mila euro e i 520 mila euro del Fondo sociale europeo. In particolare sono stati assegnati contributi ai Comuni sede di carcere per creare sportelli informativi per i detenuti, per l'accompagnamento socio-lavorativo delle persone e per il miglioramento della qualità della vita di chi è in carcere.

 

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Tra le attività, tre progetti sperimentali hanno riguardato la Casa del Perdono gestita dall'Associazione Papa Giovanni XXIII, le strutture Don Dino Torreggiani e Primo Maggio affidate alla Cooperativa L'Ovile e la Casa Zacchera gestita dalla cooperativa Sadurano Salus.

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