Carim, dal Titano: "Accordi Italia-San Marino, anche Rimini non ce la fa più"

Carim, dal Titano: "Accordi Italia-San Marino, anche Rimini non ce la fa più"

Carim, dal Titano: "Accordi Italia-San Marino, anche Rimini non ce la fa più"

SAN MARINO - "Sarebbe particolarmente grave", se alla base del commissariamento di Carim ci fosse la crisi dei rapporti fra Italia e San Marino. Tito Masi, presidente della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio-Sums, interviene esprimendo le sue preoccupazioni sul caso Carim, all'indomani dell'insediamento dei commissari di Bankitalia, Piernicola Carollo e Riccardo Sora, negli uffici dell'istituto riminese.

 

"Insieme all'intero Consiglio di amministrazione della Fondazione San Marino- scrive il presidente dell'ente che detiene la prima banca del Titano, gia' al centro delle indagini della Procura di Forli' che, nel maggio del 2009, hanno portato all'arresto e alla decapitazione dei suoi vertici- mi sento

vicino in questo difficile momento alla Cassa di Risparmio di Rimini ed in particolare alla sua Fondazione, con cui da tempo collaboriamo proficuamente".

 

Masi si dice quindi "sorpreso" dei provvedimenti adottati da Banca d'Italia, ma anche "dispiaciuto e

stupito" per l'esplicito riferimento, fra le motivazioni dell'intervento, ai rapporti di Banca Carim con il Cis. Proprio questo istituto e' "una banca di diritto sammarinese- sottolinea Masi- operante a San Marino e soggetta alla normativa sammarinese anche se controllata dalla stessa Carim".

 

Il presidente della Fondazione Carisp esprime quindi i suoi timori: "Sarebbe particolarmente grave- scrive- e motivo di ulteriori preoccupazioni per il nostro Paese se la crisi dei rapporti nel settore economico e finanziario fra Italia e San Marino, fosse alla base delle decisioni assunte nei confronti

della Cassa di Risparmio di Rimini". Ma aggiunge: "Mi auguro che cosi' non sia e che nelle prossime settimane si possa fare piena luce su questo aspetto". Masi ricorda quindi che "sono pronti

da tempo accordi fra i due Stati e fra i relativi istituti Centrali per aumentare il livello di collaborazione a favore della trasparenza e dello scambio di informazioni nel settore bancario e finanziario". E soprattutto che da parte sammarinese "e' stata manifestata la piu' ampia disponibilita'" per sottoscriverli.

 

Alla luce degli ultimi sviluppi, "diventa ancora piu' urgente- prosegue Masi- che il contenzioso aperto fra i due Paesi trovi una rapida e definitiva soluzione". Anche perche' le conseguenze ora non riguardano solo il Titano "ma anche i territori contigui- conclude il presidente- che formano un'unica ed interdipendente realta' economica". Ne' San Marino, ne' Rimini "possono sopportare oltre le pesanti conseguenze di questa realta'". (Dire)

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