Carisbo-Cariromagna: distretti industriali Emilia Romagna, 7 su 14 in crescita

Carisbo-Cariromagna: distretti industriali Emilia Romagna, 7 su 14 in crescita

"L'Emilia Romagna, che nel 2009 era tra le realtà che avevano fatto registrare risultati tra i meno negativi su scala nazionale in termini di export, ha aperto il 2010 con un calo delle esportazioni superiore alla media distrettuale nazionale: -6,4% contro il - 0,7% dell'intero sistema Italia. La regione appare condizionata soprattutto dalla sua specializzazione produttiva pronunciata nella meccanica. In questa fase l'eccesso di capacità inutilizzata presente a livello internazionale sta frenando le vendite estere delle macchine per l'imballaggio di Bologna e delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia.

 

Al contempo, però, rispetto all'ultimo trimestre 2009, in cui si erano osservate performance positive in tre dei quattordici distretti monitorati, il 2010 si è aperto con sette distretti su quattordici che hanno mostrato una crescita dell'export: oltre ai mobili imbottiti di Forlì (+15,4%), l'alimentare (+31,9%) e la food machinery di Parma (+12,6%), sono tornati a crescere gli scambi dei distretti delle calzature di Fusignano (+16,8%), delle macchine per il legno di Rimini (+8,5%), dell'abbigliamento di Rimini (+19,1%) e delle piastrelle di Sassuolo (+1,7%), dato quest'ultimo di particolare rilevanza poiché il distretto, primo per volumi di esportazioni in regione, ha finalmente fatto registrare, dopo mesi, segnali positivi grazie alla domanda proveniente da Stati Uniti e Germania.

 

Si ridimensiona sensibilmente anche il ritmo di caduta degli scambi nei distretti delle calzature di San Mauro Pascoli (-22,6%) e delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-21%) che comunque continuano a far registrare pesanti contrazioni. Si osservano cali pesanti, seppure in attenuazione, anche nei distretti dell'abbigliamento di Carpi (-29,9%), dei ciclomotori di Bologna (-28,9%) e delle macchine utensili di Piacenza (-35,8%), mentre sono state decisamente più contenute le contrazioni nei distretti delle macchine da imballaggio di Bologna (-5,2%) e nel biomedicale di Mirandola (-1,4%), che aveva già mostrato una maggiore tenuta nel corso del 2009 grazie ad una domanda meno ciclica.

 

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un sistema distrettuale che sta cercando lentamente di recuperare il terreno perso dopo essere stato pesantemente colpito dalla crisi economica. L'entità dei crolli nei livelli di attività però è stata di tale intensità che un rapido ritorno a livelli pre-crisi appare poco probabile. Seppure in difficoltà, l'Emilia Romagna ha comunque tutte le carte in regola per reagire e agganciare la ripresa. L'elevata capacità di affermarsi sui mercati anche più lontani si rivelerà fondamentale per riagganciare la ripresa."

 

Possiamo approfondire le notizie sui distretti di interesse con i ricercatori che hanno realizzato il Monitor e che conoscono bene l'andamento dei singoli distretti. Resto a disposizione per gli eventuali contatti.

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