"Caro Babbo Natale, grazie per il rene nuovo..": l'esperienza del Santa Claus 'forlivese'

"Caro Babbo Natale, grazie per il rene nuovo..": l'esperienza del Santa Claus 'forlivese'

"Caro Babbo Natale, grazie per il rene nuovo..": l'esperienza del Santa Claus 'forlivese'

FORLI' - "Carissimo Babbo Natale, grazie per il rene nuovo". Nemmeno la grave crisi economica che attanaglia l'Italia riesce a fermare il Babbo Natale di Padre Pio. Spinto dalle tante letterine pervenute anche quest'anno al suo domicilio forlivese, l'idraulico caritativo Davide Marchetti è già in viaggio per San Giovanni Rotondo. Dal 21 al 23 dicembre, carico di doni acquistati di propria tasca, il "Babbo" forlivese ritorna al capezzale di creature di pochi anni gravemente ammalate, in lotta per il proprio futuro.

 

Prima tappa, il reparto di oncologia pediatrica della "Casa Sollievo della Sofferenza". A poche decine di metri dal convento che accolse la parabola terrena del Santo con le stimmate, il singolare omino vestito di rosso con barba e pancia recherà i classici giochi per l'infanzia desiderati dai bimbi di tutto il mondo, ma anche costosi "personal computer", "playstation" e "Ipod": "Si tratta - dichiara Marchetti - di doni speciali, espressamente richiesti da creature che non sanno se potranno rivivere un altro Natale".

 

"Caro Babbo Natale - scrive Addis di 10 anni - il regalo più bello l'ho già ricevuto a febbraio, ed è un rene nuovo, così non devo più stare attaccato alla macchina della dialisi. Però ti aspetto, perché ho bisogno di un favore: andresti all'ospedale di Padova a portare regali ai miei amici che non stanno ancora bene?".

 

"Caro Babbo - scrive dalla Campania "Benedetta" (il nome è fittizio), dodicenne affetta da leucemia fulminante e perfettamente consapevole del suo stato - portami una fotocamera digitale, così, anche da lassù potrò ricordarmi del sorriso dei tanti amici incontrati ad oncologia". Dopo San Giovanni Rotondo, Marchetti, che viaggia in auto e monta gomme termiche, attraverserà lo sperone roccioso del Gargano per andare ad incontrare i ragazzi disabili ospiti dei centri diurni socio-riabilitativi di Ischitella e Cagnano Varano. Il Babbo Natale impersonato da Davide Marchetti può contare sull'apporto, non solo spirituale, di decine di forlivesi. Sono gli aderenti al Gruppo di Preghiera "Padre Pio" di Santa Maria del Fiore, operante dal 1994 nella parrocchia francescana di via Ravegnana.

 

Coordinati dallo stesso artigiano, si ritrovano il 23 di ogni mese, ricorrenza della morte del grande frate con le stimmate. Dal luglio 2007, ad ogni preghiera mensile, il gruppo di Santa Maria del Fiore, il più numeroso dei sette che nella Diocesi di Forlì-Bertinoro si rifanno devozionalmente al santo da Pietrelcina, mette a disposizione dei fedeli un bendaggio col sangue del costato di Padre Pio datato 6 giugno 1948, certificato come originale dagli stessi padri cappuccini di San Giovanni Rotondo.

 

"Caro Babbo Natale, sono cieco dalla nascita e non ho mai visto il volto di papà e mamma, che sono molto poveri ma mi vogliono un gran bene. Mi porteresti una tastiera Braille da installare nel mio computer, così potrò finalmente comunicare con te e tutti gli amici del mondo?". Angelo è un altro dei circa trecento minori da tutta la Penisola che hanno scritto al "Babbo Natale di Padre Pio" nell'arco del 2009. Davide ritornerà profeta nella sua Forlì proprio la Vigilia di Natale, recando doni ai piccoli ospiti dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni". Poi via fino a Carnevale, verso un'altra pediatria e anche numerose abitazioni private, a regalare la certezza che c'è qualcuno che ti ascolta, anche solo una volta l'anno.

 

Piero Ghetti

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di lolle
    lolle

    @Paolone Perche' visionario!!!!!!!! Direi realista.....lui vede la gioia degli occhi dei bimbi ,che gli altri non vedono!

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Grande Marchetti, purtroppo per te le famiglie sono povere (i politici no di certo),e le iistituzioni hanno ben altro da pensare che dare dei contributi ad un visionario

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