Caro Padre Pio, ti scrivo…

Caro Padre Pio, ti scrivo…

FORLI' - Venerdì 29 marzo, poco prima dell’alba, un pullman di sessanta romagnoli partirà da Forlì alla volta di San Giovanni Rotondo per una due giorni sul Gargano. La prima tappa sarà Monte San Michele, per la celebrazione della messa nella grotta che, secondo la tradizione cristiana, vide la vittoria sul male dell’arcangelo inviato da Dio. Già a mezzogiorno è previsto l’arrivo a San Giovanni Rotondo, con visita al convento, alla tomba di Padre Pio e alle tre chiese – compresa l’ultima grande realizzazione progettata da Renzo Piano.


Per la sempre più folta schiera di devoti del santo, il pellegrinaggio annuale ai luoghi che videro la sua parabola terrena ha la stessa valenza del viaggio “una tantum” di un mussulmano alla Mecca. “Tutti noi – spiega il capogruppo forlivese Davide Marchetti, noto in città per le visite negli ospedali pediatrici di mezza Italia travestito da Babbo Natale di Padre Pio – crediamo fermamente nella preghiera e nella forza miracolosa del frate con le stimmate”. A Santa Maria del Fiore, su di un tavolo posto all’imbocco della navata destra della chiesa, c’è un’anonima cassettina in legno che sta diventando un caso nazionale. Da circa due anni, incoraggiato dal parroco padre Vittorio Ottaviani, Marchetti ha messo un’urna per le intenzioni a Padre Pio. Chiunque può prendere un foglietto e affidarsi al grande santo pugliese. Le intenzioni vengono estratte tutti i 23 di ogni mese in occasione del ritrovo periodico dei devoti, e portate all’altare. Da lì finiscono in sede, nell’archivio del Gruppo di preghiera. Dopo i primi mesi d’incertezze, scrivere a Padre Pio è diventata una moda: si va dalle letterine incerte dei bimbi, alle riflessioni più intense incentrate sul senso della vita.


“Caro Padre Pio – scrive un piccolo devoto - vorrei sognarti questa notte, così mi puoi raccontare la tua storia di quando eri bambino”. Un altro fedele in erba si rivolge al santo del Gargano, chiedendogli di intercedere perché la nonna possa vendere la casa, in modo tale da chiudere con tutti i loro guai. “Quando ho visto padre Casimiro – uno dei frati della comunità – era come te quando eri sulla terra. Ciao, io vado che mi aspetta la mamma”. “Ti voglio tantissimo bene; ti voglio chiedere se la mia zia sta bene là da te in cielo. Per favore, carissimo Padre Pio, fa stare bene il mio zio Nicola”. Qualcuno inserisce le proprie inquietudini come una sorta di “refugium peccatorum”, per poi rifarsi vivo il mese successivo con un'altra intenzione di ringraziamento per aver raggiunto la pace interiore.


Un fedele ha lasciato persino scritto che in famiglia si è riscontrata una guarigione inattesa, proprio per intercessione del santo. “E’ nata Agnese, grazie di aver protetto la madre e la bimba durante il parto”. Nel frattempo, la prodigiosa cassetta ha fatto la sua apparizione in altri gruppi di preghiera, non solo romagnoli. I frati cappuccini di Santa Maria del Fiore incoraggiano senza incertezze il rito delle intenzioni: Padre Pio è sempre più il santo della gente, capace di donare ogni anno a migliaia di persone la serenità della mente e del cuore.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Piero Ghetti

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -