Carradori saluta l'Area Vasta. "E' il momento di lasciare ad altri"

Carradori saluta l'Area Vasta. "E' il momento di lasciare ad altri"

Carradori saluta l'Area Vasta. "E' il momento di lasciare ad altri"

RAVENNA - Tiziano Carradori ha detto basta. Lascia l'incarico di coordinatore di Area Vasta della sanità romagnola. "Ho comunicato ai miei colleghi, che, nel 2005 e nel 2009 mi vollero come coordinatore, che è il caso di procedere ad una sostituzione. Avevo già chiesto di essere sostituito nel 2009, ora è il momento di lasciare il posto ad altri". La conferma arriva dalla bocca del diretto interessato, sentito da Romagnaoggi.it. "Ci sono tanti altri colleghi, in Romagna siamo in 4".

 

Carradori è sereno: "Io sono innamorato del mio lavoro e continuerò a fare il direttore generale dell'Ausl di Ravenna. Finchè sarò tra i dirigenti del Servizio sanitario nazionale non farò mai mancare la mia voce ed il mio impegno lavorativo. Dopo 6 anni come coordinatore, era ora di lasciare il posto a qualcun altro".

 

"I progetti più importanti si sono chiusi con il 2010. Si è iniziato a parlare di Area Vasta Romagna già nel 2002-2003, grazie ad altri colleghi, io allora ero direttore dell'Ausl di Rimini. Tra quelli più importanti, la centrale operativa del 118, con la confluenza di 4 centrali in 1, l'utilizzo di una altissima tecnologia di supporto. Chi aveva dei dubbi sull'efficienza del servizio, a regime ormai da 2 anni, si è ricreduto. Poi nella primavera del 2009 è partita l'entrata in rete laboratoristica (Laboratorio Unico di Pievesestina ndr), che, come può confermare chi lavora al suo interno, ha permesso un grande salto di qualità tecnica, anche se la struttura, non per nostra volontà, è in condizione di affitto. Altri progetti sono in itinere". Poi l'Irst , "un progetto nato alla fine degli anni '80, che ha dato al territorio, con i propri reparti di oncologia e la struttura per il terzo livello, uno standard qualitativo all'avanguardia".

 

Ma tornando in dietro cosa farebbe diversamente Carradori? "Mi ricordo sempre una frase di Emerson: 'Quello che fai parla così forte che non si sente quello che dici'. Tante volte i miei figli mi chiedono se sono arrabbiato per il mio tono di voce". Decisioni determinate. "Quando si affrontano cose complicate le critiche sono normali, ci sono tanti che la pensano in maniera diversa, nessuno ha la ricetta".

 

Chiara Fabbri

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