Casa: alloggi pubblici, An chiede modifiche ai criteri di assegnazione

Casa: alloggi pubblici, An chiede modifiche ai criteri di assegnazione

BOLOGNA - Di fronte "all'esponenziale incremento delle domande per accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, la cui scarsa disponibilità fa sì che la maggior parte delle domande rimanga insoddisfatta", Alberto Vecchi (primo firmatario), Luca Bartolini e Enrico Aimi, del gruppo dei an-pdl, hanno presentato un progetto di legge "modifiche ed integrazioni alla legge regionale 8 agosto 2001 n.24 'Disciplina generale dell'intervento pubblico nel settore abitativo'. In attesa di un provvedimento del Governo che introduca "nuove e più efficienti politiche nel settore dell'edilizia abitativa pubblica, in particolare per quanto riguarda la realizzazione di nuovi alloggi e la gestione di quelli esistenti", scopo degli interventi di modifica contenuti nel testo della legge, spiega la relazione che lo accompagna, è quello di introdurre criteri, attualmente mancanti, quali la durata della residenza anagrafica sul territorio, la presenza da più tempo nelle graduatorie per l'assegnazione di alloggi e l'introduzione di graduatorie separate fra cittadini italiani e stranieri, "che dovrebbero favorire i nuclei familiari che maggiormente necessitano, per le loro condizioni, di accedere ad un alloggio residenziale pubblico".

 

Nei cinque articoli che lo compongono, il progetto di legge introduce dunque (art.1) tra i requisiti necessari per l'assegnazione di alloggi erp (previsti dall'art.15 della L.r. 24/2001) il possesso della residenza da almeno 5 anni. Stessa durata quinquennale è prevista per quanto riguarda la sede dell'attività lavorativa. Altra novità del progetto di legge (art.2 e 3) l'introduzione di graduatorie separate fra cittadini italiani o comunitari e cittadini extracomunitari. A questi ultimi è riservata una quota di alloggi non superiore al rapporto fra il totale degli stranieri regolarmente soggiornanti e totale della popolazione residente nel territorio regionale. La quota viene poi suddivisa fra le province in misura proporzionale alla presenza dei cittadini stranieri nei vari territori provinciali. "Con tale modifica - precisano i firmatari del progetto di legge - non si ritiene di violare il dettato dell'art. 40 comma 6 del dlgs 286/978 che prevede per "gli stranieri titolari di carta di soggiorno e gli stranieri regolarmente soggiornanti in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale e che esercitano regolare attività di lavoro autonomo" il diritto di accedere in condizioni di parità con i cittadini italiani agli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

 

"Osservando i dati forniti dagli uffici regionali - spiegano i consiglieri - si nota che a fronte di una percentuale di stranieri residenti al 31 dicembre 2007 nell'intero territorio dell'Emilia-Romagna pari al 8,55% del totale della popolazione, nel triennio 2005-2007 è stato assegnato ad essi il 28,6% degli alloggi erp disponibili". "Una sorta di discriminazione al contrario - osservano Vecchi e colleghi - cui si intende porre rimedio con l'introduzione delle graduatorie separate, basate sul corretto rapporto fra stranieri residenti e totale della popolazione". Altre novità introdotte dal progetto di legge: ogni nuovo bando di concorso pubblico di assegnazione di alloggi erp (comma 4 dell'art.4) dovrà riservare una quota del 30% di tali alloggi a coloro che erano già presenti nella precedente graduatoria e abbiano ripresentato la domanda.

 

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Così da non far perdere, quando si indice un nuovo bando, ogni diritto a coloro che da tanti anni attendono di raggiungere i primi posti della graduatoria. Tra le cause di decadenza dell'assegnazione, la modifica introdotta dal presente testo (alla lettera c, art. 30, comma 1 della L.r. 24/01) che cancella l'aggettivo 'gravi' stabilisce "i danni di qualsiasi entità" causati dal locatore all'alloggio. In questo modo si evitano - chiariscono i consiglieri - possibili contenziosi basati sull'interpretazione del concetto di gravità.

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