Uno su due si scopre sieropositivo nella fase avanzata o di Aids conclamato

Le persone che entrano nella fase conclamata della malattia nel 2015 sono state 77 (73 nel 2014, 78 nel 2013), pari a 1,7 casi ogni 100.000 residenti, un dato che pone l'Emilia-Romagna allo stesso livello della Lombardia nel confronto nazionale e dopo Toscana, Lazio, Liguria

Ad allarmare è il costante aumento delle persone che si scoprono sieropositive già in fase avanzata, o addirittura di Aids conclamato: nel 2015, in Emilia-Romagna, rappresentano il 51% delle nuove diagnosi. L’annuale rapporto regionale realizzato per la Giornata mondiale dell’1 dicembre contro l’Hiv/Aids descrive una realtà che, mentre l’anno scorso sembrava mostrare un’inversione di tendenza, è tornata invece a crescere. “L’Hiv e l’Aids non vanno sottovalutati - sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Le cure oggi sono importanti, ma si continua a morire. E quando non si muore si deve convivere con una malattia cronica per tutta la vita. Il mio invito è di essere consapevoli: è importante che i rapporti sessuali siano protetti, ed è importante fare il test Hiv perché il ritardo della diagnosi aumenta la probabilità di diffusione dell’infezione e ritarda l’avvio delle terapie antiretrovirali, meno efficaci di fronte a un sistema immunitario fortemente indebolito”. Di positivo c’è che diminuiscono, seppur di poco, le nuove diagnosi di Hiv tra i residenti: nel 2015 sono state 288, confermando il lieve calo registrato negli ultimi anni. L’identikit della persona sieropositiva è maschio, tra i 30 e i 39 anni, italiano. La modalità di trasmissione principale si conferma quella sessuale.

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