Caso Claps, il fratello: "quel sottotetto trasformato in una squallida alcova"

Caso Claps, il fratello: "quel sottotetto trasformato in una squallida alcova"

Caso Claps, il fratello: "quel sottotetto trasformato in una squallida alcova"

Dopo la notizia del ritrovamento del dna di due uomini in un materasso posto vicino a corpo di Elisa Claps, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, arriva l'amarezza della famiglia della vittima in una nota firmata dal fratello, Gildo Claps, che definisce quel luogo "poco più di una squallida alcova". Altro Dna su uno straccio sequestrato nei locali del centro Newman. Claps accusa di "costante e ipocrita difesa della propria immagine, da quella della Chiesa a quella del centro Newman".

 

Il riferimento è chiaramente al presidente del centro Newman, Rocco Galasso, all'arcivescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, e a don Vagno, il sacerdote brasiliano che avrebbe trovato il cadavere di Elisa prima del 17 marzo.

 

"Mentre Elisa giaceva buttata come uno straccio nell'angolo più oscuro - si legge nella nota - abbandonata da tutti meno da chi le voleva bene e disperatamente la cercava", quel sottotetto si era trasformato in una "squallida alcova", in una chiesa dove "evidentemente tutto poteva accadere senza che nessuno ne facesse parola. Dal barbaro omicidio agli atti sessuali consumati a pochi metri dai poveri resti di Elisa".

 

Gildo chiede ai prelati di "invitare don Vagno e quanti altri sono a conoscenza della verità a compiere un atto di carità cristiana e a squarciare questo sordido velo che ancora ricopre le circostanze della scoperta del corpo".

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