Caso Englaro, il monito della Diocesi di Forlì: "Nessuno tocchi Eluana"

Caso Englaro, il monito della Diocesi di Forlì: "Nessuno tocchi Eluana"

Caso Englaro, il monito della Diocesi di Forlì: "Nessuno tocchi Eluana"

FORLI' - "Nessuno tocchi Caino... e neppure Eluana perché nessuno, qualunque sia la sua condizione, può essere privato della vita". E' l'appello, anche se somiglia di più ad un monito, lanciato dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro a favore di Eluana Englaro, la ragazza entrata in coma nel 1992 a seguito di un incidente stradale e ora in stato vegetativo persistente, sulla quale si è scatenato il dibattito sull'eutanasia. "Eluana è viva, ma un giudice l'ha condannata a morte"

 

"Il diritto alla vita - sostiene la Diocesi - è il primo ed essenziale bene dell'essere umano, un bene per sua natura indisponibile, per la persona stessa che ne è titolare e a maggior ragione per qualsiasi altra persona che vi si trovi in relazione".

 

"Continueremo a credere che questa sia la pietra angolare su cui poggia l'intera costruzione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e che nessun atto legislativo oppure giudiziario oppure amministrativo possa ledere il diritto alla vita senza compromettere con il singolo anche la stessa società" continuano la Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali e la Consulta diocesana degli Organismi socio-assistenziali.

 

"Eluana è viva, non è in coma, né in fase terminale; respira spontaneamente e regolarmente, la funzione cardiaca, digestiva e le altre attività organiche sono intatte, gli occhi possono rimanere aperti, le pupille reagiscono, non è attaccata ad una spina e non necessita di macchinari; non ha l'elettroencefalogramma piatto, ma ha bisogno soltanto di essere aiutata a mangiare e bere perché non può deglutire".

 

"L'autorizzazione di un Giudice, poco importa di quale rango, a sospendere l'alimentazione e l'idratazione ci atterrisce perché di fatto equivale ad una condanna a morte per fame e per sete. Di fronte ad una grave disabilità o ad una malattia, non viene meno il principio in base al quale nessuno può decidere di sopprimere la vita propria o di un altro".

 

"Nella nostra terra di Romagna, in cui ci accomuna da sempre una tradizione religiosa e laica di ospitalità e accoglienza, siamo addolorati che qualche esponente politico arrivi ad offrire la morte come gesto di ospitalità e accoglienza, quando invece esistono tante e capillari testimonianze di servizio alla vita e di umana solidarietà".

 

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"Ci rivolgiamo con trepidazione al padre di Eluana - conclude la Consulta - perché, se non si sente di accompagnarla in questa fase della sua vita, la lasci alle cure e all'affetto di quelle suore che da tanti anni la stanno accudendo con amore. La vita costruisce la civiltà, non così la morte".

Commenti (6)

  • Avatar anonimo di semtex
    semtex

    A questi eminenti cristiani che ordinano e pontificano sulla vita degli altri (di tutti gli altri) dico anch'io: IPOCRITI! Vi meritereste un'agonia lunga come quella della povera ragazza. Che pena questo cristianesimo.

  • Avatar anonimo di Gatti
    Gatti

    é vergognoso come anche "dalle provincie dell'ilmpero" si elevino voci condizionatrici e dittatoriali riguardo ad una situazione che nessuno, se non il padre o altre persone vicinissime a Eluana, hanno il diritto di gestire, visto che nessuno, se non loro, conoscevano le volontà e il pensiero di questa ragazza. Tacciano queste voci IPOCRITE e pensino a riavvicinare fedeli con metodi meno lontani dal comune pensare e vivere di tutte le persone si sentono cristiane! State perdendo consesnsi in maniera emorragica, in tutto il mondo, e nonostante questo vi ostinate a difendere stupide retoriche moraliste che nulla hanno a che fare con le realtà plurisfaccettate dei tempi nosctri. AMEN!

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    Il perbenismo cattolico ha già toccato la vita di Beppino e la morte di Eluana, una morte lunga 16 anni. Ora i sepolti imbiancati tacciano, e si inchinino all'atto d'amore di un padre che vuole sia rspettata l'ultima volontà di sua figlia

  • Avatar anonimo di Unodeitanti
    Unodeitanti

    Mi riferisco a Pio IX, naturalmente

  • Avatar anonimo di Unodeitanti
    Unodeitanti

    Non ho mai sentito tanti strilli contro la pena di morte che viene applicata centinaia di volte all'anno anche da paesi CRISTIANI ( es: America). E le nostre città sono piene di lapidi che ricordano giovani italiani decapitati dallo stato pontificio. Eppure si vuole fare santo IX. IPOCRITI

  • Avatar anonimo di Davide3
    Davide3

    A livello nazionale e locale il prete in ruolo ordina ed i politici eseguono .... altro che laicità dello stato. E' brutto notare come rivoltino la frittata e tutti li seguano: la realtà è che questa ragazza, se fosse stata sottoposta a cure normali, sarebbe morta da un pezzo, non si tratta quindi di ucciderla (come cercano di far apparire) ma di NON OBBLIGARLA ALLA VITA INFILANDOGLI TUBI PER LA TRACHEA PER FARLA RESPIRARE A FORZA DA ORMAI 17 ANNI. Io mi ricordo bene quando andavo in chiesa e facevo il chirichetto: il nostro corpo e la nostra vita non ci appartengono, ci sono stati donati da dio e noi dobbiamo "gestirli" nel suo rispetto e secondo il suo inperscrutabile volere. Quindi poco importa se uno quando era cosciente ha detto che non voleva accanimenti terapeutici (come ha fatto eluana), poco importa se uno non è cristiano, la vita non ti appartiene e tu devi fare ciò che loro ti obbligano a fare, che tu lo voglia o meno.

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