Caso Marrazzo, anche per il pusher Cafasso ipotesi omicidio

Caso Marrazzo, anche per il pusher Cafasso ipotesi omicidio

ROMA - Rischia di essere rubricata come omicidio la morte di Gianguerino Cafasso, il pusher morto lo scorso 12 settembre ufficialmente per un infarto da overdose mentre si trovava in una stanza d'albergo alla periferia di Roma con il trans Jennifer a cui era legato. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo che sta svolgendo l'inchiesta sulla vicenda Marrazzo lo ha già sentito un paio di volte per avere ulteriori elementi.

 

La procura è in attesa di conoscere i risultati degli esami tossicologici disposti sulla salma, anche se i primi esami tossicologici sarebbero già noti al pm Francesca Passaniti (magistrato di turno il giorno della morte di Cafasso) e al procuratore aggiunto Capaldo.

 

Cafasso è stato indicato dai carabinieri accusati dalla procura di aver tentato un ricatto ai danni di Piero Marrazzo, come colui che avrebbe girato il video di pochi minuti che ritraeva l'ex governatore del Lazio in compagnia del trans Natali il 3 luglio scorso in un appartamento di via Gradoli.

 

Il pusher, come risulta dall'inchiesta, prese contatto con una redattrice del quotidiano 'Libero', ma l'affare non andò in porto. Secondo la versione dei carabinieri finiti sotto inchiesta fu il pusher l'autore del filmato che riprendeva Piero Marrazzo, ma in Procura non si ha in proposito alcuna certezza.

 

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