Caso Mediatrade, tra gli indagati Berlusconi ed il figlio Pier Silvio

Caso Mediatrade, tra gli indagati Berlusconi ed il figlio Pier Silvio

Caso Mediatrade, tra gli indagati Berlusconi ed il figlio Pier Silvio

MILANO - Sono dieci i nomi iscritti nel registro degli indagati dal pm della Procura di Milano, Fabio De Pasquale, nell'ambito dell'inchiesta Mediatrade-Rti: tra questi figurano Silvio Berlusconi, il figlio Pier Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri, il banchiere Paolo Del Bue, il produttore Frank Agrama, tre dirigenti di Mediaset e due cittadini di Hong Kong. I reati contestati, a vario titolo, sono di concorso in appropriazione indebita, frode fiscale e riciclaggio.

 

Il pm De Pasquale ha notificato venerdì 22 gennaio 2010 l'avviso di conclusione delle indagini. L'inchiesta è nata nel 2007 in seguito all'esame di alcuni documenti provenienti da un sequestro effettuato in Svizzera nel 2005 ad una società riconducibile all'imprenditore Agrama e da perquisizioni fatte presso Rti (società del gruppo Mediaset). Nell'autunno del 2007 Berlusconi era stato iscritto nel registro degli indagati per concorso in appropriazione indebita.

 

Immediato il commento dell'avvocato del presidente del Consiglio, Niccolò Ghedini: "La Procura di Milano ancora una volta continua nella pervicace volontà di sottoporre a processo Silvio Berlusconi. Le contestazioni mosse hanno dell'incredibile sia per il contenuto delle stesse sia per gli anni a cui si riferiscono, periodo in cui Silvio Berlusconi non aveva la benché minima possibilità di incidere sull'azienda".

 

"Estendere l'incolpazione a Piersilivio Berlusconi, colpevole evidentemente di essere figlio di Silvio Berlusconi - ha aggiunto l'avvocato - è poi del tutto sconnesso da qualsiasi logica e da qualsiasi realtà fattuale esendo già da tempo dimostrata in atti, con documenti e testimonianze, la sua totale estraneità ai fatti contestati".

 

"L'ennesimo procedimento, che non potrà che risolversi in una declaratoria di insussistenza dei fatti, alla vigilia di una delicata competizione elettorale e proprio quando si stanno discutendo le riforme della giustizia non può non destare una straordinaria indignazione", ha concluso.

 

"Di questo passo muore il senso della giustizia e scompare definitivamente la fiducia dei cittadini nella magistratura - ha dichiarato Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl -. L'unica speranza è che maturi, anche da parte della sinistra, la consapevolezza della necessità e urgenza di una riforma che restituisca imparzialità, dignità e fiducia all'amministrazione della giustizia nel nostro Paese".

 

Mediaset ha commentato che "i diritti cinematografi oggetto dell'inchiesta sono stati acquistati a prezzi di mercato e tutti i bilanci e le dichiarazioni fiscali della società sono stati redatti nella più rigorosa osservanza dei criteri di trasparenza e delle norme di legge. La documentazione dimostrerà la totale estraneità di Fedele Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi alle accuse ipotizzate di frode fiscale. Non si può infine evitare di sottolineare l'assurdità delle contestazioni: un procedimento in cui Mediaset è semmai parte lesa si ritorce infatti contro la società stessa e i suoi massimi dirigenti".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di renzo397
    renzo397

    nulla è perduto! Basta eleggere PierSilvio in parlamento e il gioco è fatto.Ma per essere proprio sicuri che i cattivi giudici non facciano uno scherzetto proporrei Berlusconi presidente della repubblica(chi!.. se non lui) e Pier Silvio nuovo premier. E che non venga fuori la solita storia del conflitto d'interessi.

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