Caso Ruby, il Vaticano rompe il silenzio: ''Siamo turbati''

Caso Ruby, il Vaticano rompe il silenzio: ''Siamo turbati''

Caso Ruby, il Vaticano rompe il silenzio: ''Siamo turbati''

ROMA - Sul "caso Ruby" rompe il silenzio il Vaticano. Il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, ricalca le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, condividendone il "turbamento" sulla vicenda che vede il premier Silvio Berlusconi indagato dalla Procura di Milano con l'accusa di concussione e prostituzione minorile. La Santa Sede alimenta "la consapevolezza di una grande responsabilità soprattutto di fronte alle famiglie, alle nuove generazioni".

 

"La Chiesa  -  ha esortato ancora Bertone - spinge e invita tutti, soprattutto coloro che hanno una responsabilità pubblica in qualunque settore amministrativo, politico e giudiziario, ad avere e ad assumere l'impegno di una più robusta moralità, di un senso di giustizia e di legalità". Le parole del segretario di Stato vaticano non sono piaciute al leader della Lega, Umberto Bossi: "Il Vaticano... non si commenta. Ma penso che per loro sia facile parlare".

 

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L'alleato del Cavaliere ha evidenziato come "Berlusconi si è trovato con la casa circondata, controllavano tutti, chi entrava e usciva". "Perché non hanno controllato anche là?", ha poi chiesto provocatoriamente Bossi. Poi, descrivendo lo stato del presidente del Consiglio, il Senatur si è spinto a dire di averlo trovato "un po' gibollato", un termine dialettale, il 'gibollo', per indicare i segni dei colpi ricevuti. Quindi l'ha invitato ad "esser più cauto".

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