Caso Ruby, la Cei: ''Serve sobrietà''

Caso Ruby, la Cei: ''Serve sobrietà''

Caso Ruby, la Cei: ''Serve sobrietà''

ROMA - Il ‘caso Ruby' è finito, seppur mai citato direttamente, al centro della riflessione della Conferenza episcopale italiana. Nella prolusione che ha aperto lunedì il Consiglio episcopale permanente, il presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, ha sottolineato come "la collettività guarda sgomenta gli attori della scena pubblica, e respira un evidente disagio morale". Per il presidente della Cei bisogna "fare chiarezza in modo sollecito e pacato, e nelle sedi appropriate".

 

"Troppi oggi, seppur ciascuno a modo suo - ha continuato Bagnasco - contribuiscono al turbamento generale, a una certa confusione, a un clima di reciproca delegittimazione. E questo, è facile prevederlo, potrebbe lasciare nell'animo collettivo segni anche profondi, se non vere e proprie ferite», anche se «la comunità nazionale ha indubbiamente una propria robustezza e non si lascia facilmente incantare nè distrarre dai propri compiti quotidiani".

 

Il rischio, secondo il presidente della Cei, è dunque che "taluni sottili veleni si insinuino nelle psicologie come nelle relazioni, e in tal modo, Dio non voglia, si affermino modelli mentali e di comportamento radicalmente faziosi". "Forse che questo non sarebbe un attentato grave alla coesione sociale? E quale futuro comune potrà risultare, se il terreno in cui il Paese vive rimanesse inquinato?", si è chiesto il cardinale.

 

"È necessario - ha scandito Bagnasco - fermarsi tutti e in tempo. Come Pastori che amano la comunità cristiana, e come cittadini di questo caro Paese, diciamo a tutti e a ciascuno di non cedere al pessimismo, ma di guardare avanti con fiducia. È questo l'atteggiamento interiore che permetterà di avere quello scatto di coscienza e di responsabilità necessario per camminare e costruire insieme".

 

E questo "dando ascolto alla voce del Paese che chiede di essere accompagnato con lungimiranza ed efficacia senza avventurismi, a cominciare dal fronte dell'etica della vita, della famiglia, della solidarietà e del lavoro".

 

Poi un accenno diretto di Bagnasco al caso Ruby: "Si moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci - veri o presunti - di stili non compatibili con la sobrietà e la correttezza, mentre qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l'ingente mole di strumenti di indagine. In tale modo, passando da una situazione abnorme all'altra, è l'equilibrio generale che ne risente in maniera progressiva, nonchè l'immagine generale del Paese".

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