Caso Ruby, la Minetti: "Non sono una maîtresse"

Caso Ruby, la Minetti: "Non sono una maîtresse"

RIMINI - Si commuove mentre risponde al cronista del 'Corriere della sera' che la intervista, dopo che ha ricevuto l'invito a comparire che le ha notificato la Procura di Milano. Si tratta di oltre 200 pagine. Nicole Minetti nelle intercettazioni si è sfogata puntando il dito contro Berlusconi, con offese pesanti. Ora nega tutto: "Non mi ricordo di aver detto cose di quel genere e se l'ho fatto era solo lo sfogo in un momento di rabbia, uno dei tanti che ho da quando è cominciato tutto questo".

 

Poi si giustifica, quando le viene ricordato che le intercettazioni riportano quelle frasi: "Di cose così ne ho dette tante, chi non l'avrebbe fatto al posto mio in una situazione come questa. E poi bisogna vedere in quale contesto le ho dette". Una vittima? Quando le viene chiesto chi è Nicole Minetti le vengono le lacrime agli occhi: "Una ragazza che qualche anno fa è arrivata a Milano da Rimini per studiare, ha fatto qualcosa in tv, senza perdere un anno o un esame". Vorrebbe continuare a fare politica, ma anche farsi una famiglia, avere dei figli, "Non so se dopo tutto questo...".

 

Poi si arriva al sodo. La 25enne riminese è invitata a comparire in Procura a Milano, accusata di violazione della legge Merlin e di induzione e favoreggiamento alla prostituzione minorile. "Io non ci sto a fare la figura della maîtresse da quattro soldi. Chiunque mi conosce sa come sono fatta", replica la Minetti, che esclude un riscontro oggettivo dei fatti.

 

Sulle serate a casa del premier precisa: "Uno che non conosce il presidente Berlusconi pensa che si tratta di impegni seriosi, paludati, in cui ci si deve dare del voi. Invece sono serate easy, poco impegnative nelle quali il premier dà confidenza, si canta, c'è della musica". Ma niente sesso, su questo l'ex igienista dentale del Presidente del Consiglio è perentoria.

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