Caso Terremerse, il Pd fa quadrato su Vasco Errani: "Strumentalizzazione"

Caso Terremerse, il Pd fa quadrato su Vasco Errani: "Strumentalizzazione"

Caso Terremerse, il Pd fa quadrato su Vasco Errani: "Strumentalizzazione"

BOLOGNA - Continua il fuoco del centro-destra sul presidente della Regione Vasco Errani, nella vicenda Terremerse. "La vicenda di 'Terremerse' e' molto piu' grave del caso Delbono: qua si parla di un milione di euro, la' di poche migliaia": ad attaccare stavolta è Gioenzo Renzi, ex consigliere regionale del Pdl, ora in Comune a Rimini, colui che fece esplodere l'affaire Terremerse in viale Aldo Moro.

 

Una volta bocciata dal 'parlamentino' la sua richiesta di istituire una commissione d'inchiesta sul finanziamento della cooperativa allora presieduta da Gianni Errani, fratello del governatore dell'Emilia-Romagna, il 7 gennaio scorso decise di presentare un doppio esposto alla Procura di Bologna e alla Corte dei Conti. "Vasco Errani ha una precisa responsabilita' politica- spiega Renzi- ha fatto di tutto perche' non vi fosse trasparenza su questa vicenda. Ed anche oggi tutte le giustificazioni che vengono trovate mi pare che lascino il tempo che trovano".

 

La vicenda torna d'attualità da quando Giovanni Errani, fratello del presidente della Regione Vasco Errani, è stato iscritto nel registro degli indagati per l´inchiesta legata ad un finanziamento da un milione erogato da via Aldo Moro alla cooperativa agricola Terremerse di Bagnacavallo, nel ravennate, da lui presieduta fino al febbraio del 2010. Nei suoi confronti il pubblico ministero della Procura di Bologna, Antonella Scandellari, ha ipotizzato il reato di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.

 

"Siamo tranquilli, fiduciosi, rispettosi del lavoro della magistratura, alla quale chiediamo di fare presto e bene l'accertamento e le indagini. Ma siamo anche fiduciosi della correttezza degli atti dell'amministrazione regionale". Cosi' il segretario provinciale del Pd a Bologna, Raffaele Donini, sull'inchiesta Terremerse che vede indagato Giovanni Errani, fratello del presidente regionale Vasco.

 

A fare quadrato intorno al presidente anche Sandra Zampa (Pd): ""E' semplicemente vergognoso che si usi la vicenda di Terremerse, per far campagna denigratoria contro il presidente della Regione, Vasco Errani e contro il centrosinistra". Lo dice la deputata del Pd Sandra Zampa, a proposito dell'inchiesta Terremerse, secondo la quale e' "ancora piu' squallido che si esercitino in tal senso coloro che, in casa propria, avrebbero non da chiedere le dimissioni di qualche

leader ma la sua uscita definitiva dalla scena politica". Ed "e' ancora piu' sorprendente- prosegue la democratica- che vi partecipino anche esponenti di quel partito che si chiamava An, per il cui ex leader, Fini, sottoposto a una campagna denigratoria e accusatoria, e' stato chiesto giustamente  rispetto". Ma il rispetto, manda a dire Zampa, "non va a corrente alternata: per qualcuno si' e per altri no".

 

Uguale solidarieta' e' espressa dalla consigliera regionale dei Verdi, Gabriella Meo: "Vorrei ricordare agli esponenti del centrodestra, impegnati a ricoprire di fango l'amministrazione  regionale, che il presidente Errani per primo ha consegnato in Procura e ha messo a disposizione dei consiglieri regionali tutta la documentazione relativa al caso". E a chi chiede una convocazione urgente del Consiglio regionale Meo ricorda "che l'assemblea ha gia' ampiamente discusso in aula sulla vicenda e che da allora non e' emerso alcun fatto nuovo".

 

Ed infine: "Abbiamo piena fiducia nell'operato della Regione e siamo convinti che la Cooperativa Terremerse sapra' chiarire ogni aspetto della vicenda". Cosi' Fabrizio Castellari, segretario del Pd di Imola che esprime solidarieta' al presidente della Regione, Vasco Errani, "a fronte dei vergognosi attacchi strumentali che gli sono stati rivolti". I democratici dell'imolese, dice Castellari in una nota, "conoscono bene il presidente della Regione, la limpidezza della sua condotta, oltre alla capacita' di governo che tutti gli riconoscono anche oltre i confini della maggioranza che lo

sostiene".

 

In "mezzo alla disfida sulle date- avverte Castellari- si rischia di perdere di vista la sostanza dei fatti. Il dato oggettivo e' che e' stato realizzato, anche attraverso il concorso di un finanziamento pubblico, un impianto nuovo ed ora questo impianto e' in funzione, produce cio' per cui e' stato  fatto ed offre lavoro". La discussione "si concentra invece nella corrispondenza tra le date dei documenti e dei finanziamenti, piu' sulla forma che non sulla sostanza dell'intervento". Il Pd dal canto suo "assiste esterrefatto all'uso strumentale che e' stato fatto dalle forze di opposizione a tutti i livelli a margine dell'indagine in corso", conclude il segretario. (Da: lanci Agenzia Dire)

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Sor Perozzi
    Sor Perozzi

    Partiamo dal fatto in questione: è plausibile che la struttura sia stata realizzata in 8 giorni? Direi di no. Il fatto che l'inaugurazione (pur mancando ancora gli uffici...) sia avvenuta solo oltre due anni dopo la presunta conclusione dei lavori certificati da Gianni Errani è significativo? Direi di si. Ritenere che, con ogni probabilità, ci sia stata una truffa è lecito? Direi di si. Dato che il finanziamento a dir poco sospetto è stato erogato tramite la Regione, Regione che ha sempre "coperto" l'operazione sostenendone la regolarità, rende l'ente direttamente responsabile di eventuali reati. E' allora evidente come il Presidente della Regione non possa essere tenuto fuori dalla vicenda. Il fatto poi che sia il fratello dell'ex-presidente della Cooperativa, attualmente indagato, è gioco forza un'aggravante, eticamente ma anche di fatto. Però c'è chi ha il coraggio di parlare di "uso strumentale della vicenda" e di "squallidi e vergognosi attacchi strumentali"... Verrebbe da dire che siamo veramente al ridicolo, se non fosse che il sistema perverso ed incancrenito che si è instaurato in questi decenni in Emilia Romagna è da pianto... e pure disperato.

  • Avatar anonimo di benpensante
    benpensante

    Qui il problema non è quello di stare zitti sia le cose capitino a sinistra sia a destra,me è quello di fare chiarezza ed avere trasparenza e sinceramente nè nel caso Montecarlo nè in quello terreemerse di trasparenza è chiarezza se ne è vista.Mi sembra che sia presumibile che Fini abbia aiutato il cognato e che Errani abbia aiutato il fratello.Nulla di grave se si sono mossi nei termini della legalità,piuttosto grave invece se ci sono fuori e,leggendo le notizie che ieri arrivavano da Imola,una difesa preconcetta della linearità di un comportmnto chiaro nella vicenda terreemerse è da vedere soprattutto se compatibile con alcune date che "giravano" ieri sui giornali.In questi casi,nei Paesi civili,si danno le dimissioni o il partito sospende il sospettato: in Italia no perchè tutti da Berlusconi in giu' sono onnipotenti ed intoccabili.Tutti a sinistra ed a destra.

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