Caso ''Unabomber'', il giallo del lamierino manomesso

Caso ''Unabomber'', il giallo del lamierino manomesso

TRIESTE – Giallo nel giallo. Così si riassume la vicenda di ‘’Unabomber’’ dopo che le procure di Trieste e Venezia hanno deciso di aprire un nuovo fascicolo delle indagini relative alla perizia effettuata sulle forbici e sul lamierino dell’ingegnere friulano Elvo Zornitta, il principale accusato della vicenda.

Ezio Zernar, assistente capo della capo della polizia e responsabile del Laboratorio indagini criminalistiche della Procura di Venezia, secondo quanto riportato da ‘’Il Giornale’’ avrebbe ammesso la manomissione del lamierino facente parte di un ordigno non esploso recuperato dalle forze dell’ordine il 2 aprile 2004 all’interno della chiesa di Sant'Agnese di Portogruaro, nel veneziano, tagliato dalle forbici di ‘’Unabomber’’.

L’oggetto, secondo la testimonianza di Zernar, sarebbe passato di mano a diversi consulenti del pm, anche se i nomi sono ignoti.

L’interrogativo d’obbligo doveroso di una risposta è: si è trattato di un atto voluto? Se si, perché accusare Zornitta quando si è consapevoli che il vero ‘’Unabomber è in libertà? Oppure si è trattato di un errore?

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