Casola Valsenio, scuola: proteste contro l'abolizione del tempo prolungato

Casola Valsenio, scuola: proteste contro l'abolizione del tempo prolungato

CASOLA VALSENIO - Anche le famiglie casolane si aggiungono alle proteste del comune. A seguito della lettera inviata recentemente dall'amministrazione comunale al ministro Gelmini per protestare contro i tagli all'istruzione che eliminerebbero il tempo prolungato alla scuola secondaria di primo grado, anche la comunità casolana si sta mobilitando per contrastare questo rischio.

 

In questi giorni, infatti, si sono tenuti banchetti per protestare contro questa decisione. Banchetti realizzati e promossi da un nutrito gruppo di famiglie e associazioni di volontariato che si stanno facendo promotori di una raccolta firme in cui si dice un secco no ad una scelta «che andrebbe ad impoverire il percorso didattico e la formazione dei ragazzi casolani. Le famiglie hanno sempre voluto fortemente questo servizio anche in relazione alla tipologia del territorio e alle esigenze dei genitori, spesso pendolari dal luogo di lavoro».

 

A queste motivazioni si aggiunge anche la grande preoccupazione che questo taglio possa rappresentare un primo gradino verso una ristrutturazione che metta a rischio le stesse scuole dei piccoli comuni.

 

Il sindaco Nicola Iseppi, sul tema è perentorio: «ci battiamo e ci batteremo sempre contro questo modo di far politica e contro queste decisioni a tavolino che non tengono in nessuna considerazione le priorità dei territori, la loro diversità e quindi i diversi bisogni. Abbiamo incontrato diversi genitori in questi giorni e chiediamo a tutti, a tutti i casolani, di firmare questa pubblica petizione per far sentire la nostra voce. Crediamo - continua il primo cittadino casolano - che ci siano tutti presupposti per un atto di responsabilità, per riconsiderare certi indirizzi e evitare di impoverire la nostra comunità di un servizio così importante. Stiamo vivendo un forte periodo di crisi economica, ma se la risposta è quella di tagliare anche sulla scuola allora non ci siamo. Un governo serio, in questo momento, dovrebbe invece investire sulla scuola, sulla formazione e non tagliare».

 

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