Cassazione, gli autovelox non sono strumenti per far cassa

Cassazione, gli autovelox non sono strumenti per far cassa

Cassazione, gli autovelox non sono strumenti per far cassa

ROMA - Gli autovelox non sono uno strumento "repressivo" volto a far cassa. E' quanto ha evidenziato la Cassazione che ricorda come le apparecchiature di rilevamento della velocità abbiano esclusivamente una "finalità preventiva e non repressiva o di finanziamento pubblico o lucro privato". Inoltre, con la sentenza 10620, la VI Sezione penale ha ricordato che queste apparecchiature devono essere "gestite direttamente dagli organi di polizia stradale".

 

La Cassazione ha messo in chiaro questi principi occupandosi di un ricorso scaturito da un'indagine avvenuta in due comuni della Campania, Pastorano e Pignataro Maggiore, relativa agli appalti per l'installazione e l'uso di apparecchi autovelox nei due comuni il cui valore era stato determinato con una percentuale sugli incassi delle future infrazioni rilevate.

 

La Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato contro il sequestro degli autovelox presentato da un rappresentante da un'azienda, con il quale sosteneva che il bando di gara era regolare, in quanto per il comune di Pastorano si presumevano 90mila euro di multe fatturate in tre anni, cifra sotto la soglia comunitaria, e per quello di Pignataro Maggiore un importo di 2 milioni di euro più Iva per cinque anni.

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