Castel Bolognese, consegnati 60 computer alle scuole "G. Pascoli"

Castel Bolognese, consegnati 60 computer alle scuole "G. Pascoli"

CASTEL BOLOGNESE - Una scuola al passo con i tempi. Nel pomeriggio di mercoledì  si è tenuta, infatti, la seconda consegna, la prima avvenne nel maggio scorso, ai ragazzi delle tre classi seconde dell'istituto "G. Pascoli" dei computer netbook messi a disposizione dal progetto "A scuola con il PC: dal miraggio alla realtà". Un progetto europeo, per il quale sono stati scelti due istituti comprensivi nel comprensorio emiliano romagnolo, sui 10 totali scelti in tutta Italia, precisamente quello di Castel Bolognese e di Casalgrande (Reggio Emilia), promosso dal ministero dell'Istruzione e dalla rete delle scuole europee European Schoolnet, con sponsor tecnico Acer, azienda che ha messo a disposizione i computer.

 

In concreto nella giornata di mercoledì sono stati consegnati agli studenti circa una sessantina di netbook. Computer che hanno l'obiettivo di aiutare a rendere possibili nuove modalità di apprendimento per gli studenti. Iniziative formative che sappiano sempre di più sposare la filosofia cosiddetta dei "nativi digitali". In questo modo sia durante l'orario scolastico sia presso le proprie case i ragazzi potranno lavorare su progetti pedagogici legati all'apprendimento e alla conoscenza delle potenzialità offerte dai supporti multimediali. Ogni insegnante aderente svilupperà un progetto interdisciplinare sfruttando i programmi e le risorse messe a disposizione dai computer.

Alla consegna erano presenti il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale Marcello Limina, la direttrice scolastica dell'istituto Vanna Monducci, il sindaco Daniele Bambi e la vicesindaco Rita Malavolti.

 

Per la vice sindaco e assessore all'istruzione Rita Malavolti «con questa iniziativa si chiude un progetto innovativo e molto importante per la qualità della proposta formativa messa in campo dalla nostra scuola. Siamo consapevoli che le nuove tecnologie sono sempre più importanti e presenti nella vita quotidiana delle famiglie e quindi dei ragazzi. Utilizzare la scuola nell'organizzazione di momenti educativi che aiutano gli alunni a conoscere le potenzialità di questi supporti è sicuramente importante. Per questo - conclude la Malavolti - non possiamo che ringraziare anche l'importante sforzo compiuto dagli insegnati che ancora una volta hanno deciso di mettersi in gioco per affrontare questa nuova avventura didattica». 

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