Castel Bolognese, la giunta comunale incontra Angelo Nataloni della FinCeramica

Castel Bolognese, la giunta comunale incontra Angelo Nataloni della FinCeramica

CASTEL BOLOGNESE - Le nuove frontiere della bioceramica passano da Castel Bolognese. Il sindaco Daniele Bambi, la giunta al completo, il segretario Iris Gavagni e alcuni consiglieri comunali hanno, infatti, incontrato il castellano Angelo Nataloni, della FinCeramica di Faenza. Una realtà nata nel 1992 dall'iniziativa di alcuni ricercatori dell'Istec Cnr di Faenza, la FinCeramica è all'avanguardia assoluta, in Italia e all'estero, nella ricerca e sviluppo di materiali bioceramici. Si tratta principalmente di protesi e tessuti artificiali utilizzati in neurochirurgia, chirurgia ortopedica, chirurgia dentale e maxillofacciale, realizzati con materiali che non provocano rigetto nei pazienti. Partendo da una tradizione ceramica radicata nel faentino da secoli, FinCeramica è riuscita a realizzare un progetto che coniuga l'antico sapere alla moderna chirurgia. Un esempio di attività multidisciplinare che ha prodotto ricerca, sviluppo e risultati.

 

«Il lavoro di punta - ha spiegato lo stesso Nataloni - è proprio una protesi in ceramica biologicamente attiva per la ricostruzione del tessuto osseo, frutto di una ricerca tecnologicamente molto avanzata».

 

La collaborazione con gli Istituti Ortopedici Rizzoli e altri centri di eccellenza italiani ed europei, danno a FinCeramica un respiro di portata internazionale.?Nataloni ha poi mostrato un esempio pratico di tutto questo lavoro. Le nuove metodiche diagnostiche e progettuali unitamente alle competenze sui biomateriali sintetici hanno permesso lo sviluppo di tecniche assolutamente innovative. «Attraverso i dati ottenuti da una normalissima Tac - ha spiegato Nataloni - si ottengono gli elementi indispensabili per sviluppare un modello cranico e protesico che viene visualizzato, discusso e validato dal chirurgo per poi arrivare alla produzione di una protesi definitiva in idrossiapatite, identica alla lacuna ossea da ricostruire. L'idrossiapatite ceramica, grazie alle sue caratteristiche chimiche e biomeccaniche, svolge efficacemente il compito di materiale resistente e bioattivo, uguale per composizione chimica e per distribuzione porosimetrica al tessuto osseo spongioso. A più di 10 anni da quando è iniziato l'impiego di queste protesi possiamo contare più di 1.400 pazienti trattati in 250 ospedali di 20 nazioni».

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