CASTEL BOLOGNESE - Una due giorni dedicata al Festival dei fisarmonicisti

CASTEL BOLOGNESE - Una due giorni dedicata al Festival dei fisarmonicisti

CASTEL BOLOGNESE -

A parlare e spiegare il perchè di questa partnership è Giordano Sangiorgi. "La prima volta che sentiì parlare di Leo Ceroni fu a casa durante la mia infanzia. Fu in questo periodo che mio padre mi confessò che da giovane aveva suonato una sorta di batteria per far festa nelle aie la domenica pomeriggio nell’immediato dopoguerra con un fisarmonicista emergente e bravissimo di nome Leo Ceroni. Capelli lunghi, cappellaccio, mantello e un’aura da musicista maledetto - ricorda Sangiorgi - me lo fecero piacere subito e fu probabilmente questo il mio primo contatto, con un musicista. Poi non ne seppi più niente se non quando, ogni tanto, dal bar della stazione delle corriere di Faenza, dove passavo per andare in parrocchia, nel pomeriggio, ancora adolescente, vedevo parcheggiato o in partenza, insieme a quelli di tante altre orchestre, il pullman con la scritta Leo Ceroni".

In seguito il primo riconoscimento di stima. "Il maestro - precisa il patron del Mei - lo reincontrai nel ’90 quando scrissi il libro Faenza è Rock e tra i tanti gruppi che segnalai per il nostro territorio emersero i Blackmen che con il 45 giri L’urlo negro costituirono una sorta di gruppo pre-punk degli anni ’60. A guidarli c’era sempre lui, Leo Ceroni, che poi si avvierà ad una grande stagione da orchestrale".

Poi arrivarono le collaborazioni con il Museo della Resistenza a Ca’ di Malanca. "Leo Ceroni si mise subito a disposizione del Museo organizzando assieme a noi una serie di giornate estive tra musica, memoria e gastronomia. Rivedere Leo Ceroni nell’aia di Cà di Malanca, in quel prato dove vissuti personali si incontrarono anche grazie alla sua musica toccò i cuori di tutti. Oggi - chiude Sangiorgi - c’è ancora al Museo un quadro con il testo della canzone che Leo Ceroni dedicò alla struttura, ma c’è ancora più forte su quelle montagne il ricordo di lui, della sua musica e della sua autentica vitalità".

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Da qui oggi la testimonianza di stima e di affetto di Sangiorgi. "Grazie Leo. A te, alla tua musica, alle canzoni delle nostre radici e della nostra memoria che solo tu sapevi interpretare così bene, e alla tua voglia di vivere e divertirsi con grande intelligenza".

Il 5 ed il 6 gennaio 2007, per la città castellana, rappresenta una due giorni particolare. Presso il palazzetto dello sport, infatti, ha preso il via il primo festival nazionale dedicato ai fisarmonicisti di tutte le età ed intitolato al grande concittadino e maestro dello strumento Leo Ceroni. Parallelamente a questo evento istituzionale la società civile, gli addetti del settore ed appassionati dello strumento e della musica in generale si sono mobilitati, in modi diversi, per aiutare e partecipare a questo evento. Tra gli altri spicca anche la presenza del MEI, della Casa delle Musica e del Museo della Resistenza di Cà di Malanca, che hanno contribuito economicamente al sostegno delle riprese televisive che accompagneranno l’evento.

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