Castel Bolognese: una serata in ricordo di Francesco Serantini

Castel Bolognese: una serata in ricordo di Francesco Serantini

CASTEL BOLOGNESE - Mercoledì 12 novembre il comune di Castel Bolognese, in occasione del trentennale della morte?di Francesco Serantini organizza alcune iniziative in ricordo del grande scrittore castellano.

 

Da tempo è stata allestita un'esposizione bibliografica e non solo di significativi documenti all'interno della Biblioteca comunale "Luigi Dal Pane" mentre mercoledì, nel Teatrino del vecchio mercato si terrà un incontro pubblico?nel quale si ripercorrerà la figura umana e letteraria dello scrittore, con la partecipazione di Walter Della Monica e Luisa Cellini. Coordina Sante Medri.

 

Altro appuntamento sarà quello di venerdì 14 novembre. Qui, all'interno della serata di apertura della rassegna di spettacolo dal vivo "Sperando di far cosa gradita", sempre nel Teatrino del vecchio mercato, il fulèsta Sergio Diotti?proporrà uno spettacolo ispirato alla vita e alle opere di Serantini, mentre Graziella Malgaretti, autrice del saggio "Francesco Serantini. La vita e l'opera letteraria" aprirà la serata con un ricordo personale dello scrittore.? 

 

Le iniziative trovano il contributo della?Banca di Credito Cooperativo della Romagna Occidentale, Edison Stoccaggio spa, Cerdoums ceramiche spa per l'allestimento scenico dello spettacolo "Perdersi per valli, taverne, torri e nuvole" nell'ambito delle celebrazioni Ricordo di Francesco Serantini.

 

Maggiori informazioni: www.comune.castelbolognese.ra.it oppure biblioteca "Luigi Dal Pane" tel. 0546 655849 - 655827 - fax 0546 50322 oppure cultura@comune.castelbolognese.ra.it

 

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Francesco Serantini nasce a Castel Bolognese il 24 settembre 1889. Avvocato, gli giunse inaspettatamente a sessant'anni d'età uno straordinario successo letterario dovuto al breve romanzo Il fucile di papa della Genga del 1948. Tratto da un precedente studio sulle vicende del Passatore, pubblicato a proprie spese nel 1929, il romanzo fu accolto con calorosi consensi critici che favorirono l'attribuzione nel 1949 del premio Bagutta opera prima. Eguale successo si rinnovò con il romanzo L'osteria del gatto parlante, pubblicata nel 1951, premio Bagutta opera principale nel 1952. è la notorietà, la fama. Serantini diventa un caso letterario. Successivamente pubblicò altri due romanzi I bastardi (1955) e La casata dei Gobbi (1958). Dei numerosi racconti ed elzeviri, più di trecento, pubblicati nell'arco della sua vita, lo scrittore curerà una sola pubblicazione Le nozze dei diavoli (1957). Un'altra raccolta - Racconti (1970) - vedrà la luce grazie a Giovanna Maramotti Bosi. Walter Della Monica invece promuoverà l'edizione di una raccolta postuma, Addio alle valli (1981). L'amore per la storia e, soprattutto, per la ricerca d'archivio, accompagna Serantini per tutta la vita. Nel 1966 pubblica un saggio breve: Un documento inedito sulla fondazione di Castelbolognese. Si tratta, presumibilmente, di una riduzione della tesi di laurea del 1919. Negli ultimi anni di vita Serantini dirada man mano anche la produzione dei racconti. Muore nella sua casa, in via Mura Cappuccine a Faenza, l'11 maggio 1978. L'elzeviro "Cara Romagna", pubblicato due giorni dopo la morte (Il Resto del Carlino, 13 maggio 1978), è un testamento spirituale.

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