Castrocaro, presentato il calendario 2010 delle mostre al Grand Hotel Terme

Castrocaro, presentato il calendario 2010 delle mostre al Grand Hotel Terme

CASTROCARO - Si è svolta stamattina la conferenza stampa di presentazione del cartellone delle esposizioni temporanee che si terranno nel 2010 al Grand Hotel Terme di Castrocaro. Sette le mostre in programma, da gennaio a novembre, per una rassegna il cui intento è quello di promuovere l'arte contemporanea, integrandola negli spazi dell'albergo, in simbiosi con gli arredi ed alcuni angoli strategici. A presentare il cartellone è stato il curatore, Giuseppe Bertolino, dell'associazione culturale "La Contrada" di Forlì. Sono intervenuti anche l'assessore comunale alla cultura Francesco Billi ed il direttore del Grand Hotel, Daniele Valli.

 

La rassegna, che gode dei patrocini della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Forlì - Cesena e del Comune di Castrocaro, inizierà con l'esposizione di Nerio Casali dal 22 gennaio al 28 febbraio. Per anni Casali è stato assistente di Mario Schifano. Ha allestito mostre a Roma, Praga, Madrid, Siviglia ed in altre città italiane. Al Grand Hotel esporrà una quindicina di opere che riguarderanno in generale gli stati di "estasi umana", indotti da un sentimento sconosciuto di vuoto profondo da una parte, e per opposto dal raggiungimento di desideri formatisi ad un livello sovrumano e primitivo.


Dal 5 marzo al 6 aprile sarà la volta dell'artista forlivese Mauro Maltoni, con un'esposizione dal titolo "Nel segno nella natura. Opere dal 2000 al 2009". Fin dal 1968 Maltoni ha allestito mostre a Bologna, Piacenza, Milano, Firenze, Cesena, Massa Carrara, Bertinoro e ad altre collettive nazionali ed internazionali. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia ed all'estero. Dal 9 aprile al 3 maggio gli spazi del Grand Hotel saranno a disposizione di Giovanni Lombardini, artista di Coriano, in provincia di Rimini. Dopo aver compiuto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Urbino, negli anni Settanta Lombardini ha perfezionato la sua ricerca su binari poveristi: lavori con l'erba, scritte e stelle di sapone, pittura su grandi superfici ottenute per strofinio di petali. Dagli anni Ottanta si è spostato su materiali più tecnologici: superfici lucide e non assorbenti, calchi manuali con carta stagnola dipinta, colate di vernici al rame e bronzo su lastre radiografiche vergini, fusioni in ghisa e sapone. Le sue opere recenti nascono dall'uso sperimentale di materiali inconsueti: colori mordenti e poliestere lucido, applicati su superfici di formica o su tavola.

 

"Il segno e la forma" è invece il titolo della mostra di Mario Bertozzi in programma dal 14 maggio al 5 luglio. Nato a Forlimpopoli, dopo un periodo trascorso a Forlì sotto la guida dello scultore Giuseppe Casalini, Bertozzi ha frequentato il liceo artistico di Bologna. Quando ancora era studente, nel 1947 il Comune di Forlimpopoli gli affidò la realizzazione di una statua raffigurante la libertà. Da allora procede nella propria esperienza artistica, partecipando con successo a numerose mostre nazionali ed internazionali. Dal 9 luglio al 29 agosto sarà lo stesso curatore della rassegna, Giuseppe Bertolino, a proporre una mostra dal titolo "Yeros". Nato a Castelvetrano, Bertolino ha frequentato la "Scuola Libera del Nudo" dell'Accademia Statale di Belle Arti di Palermo.


Attualmente vive e dipinge a Forlì. La sua pittura è caratterizzata da impasti particolari, materici, ad olio, acrilici e smalti. I suoi dipinti sono di preferenza a soggetto astratto, ispirati a trame della fantasia, dove sono però tangibili i collegamenti col reale. Molti dei suoi dipinti, dittici e trittici, presentano solamente un colore per tela, spesso in tinta unita, altri solo due colori. Dal 3 settembre al 31 ottobre l'appuntamento sarà invece con "Forms", la scultura di Ivo Sassi. Nato a Brisighella nel 1937, Sassi ha frequentato l'Istituto d'Arte per la Ceramica di Faenza, dove ha conosciuto lo scultore Angelo Biancini, di cui è diventato allievo e poi collaboratore per diverso tempo. Nel 1954 ha esordito come pittore, ottenendo varie affermazioni, ma dal 1959 si dedica esclusivamente alla ceramica. Nel 1969 a Gualdo Tadino ha vinto il Concorso Internazionale della Ceramica. Nel 1970 a Vallauris, in Francia, gli è stato conferito il Premio per la Scultura alla Biennale Internazionale della Ceramica. In quello stesso anno ha vinto il Premio Faenza "ex aequo"  al Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte Contemporanea. Attualmente vive e lavora a Faenza.


Infine, dal 5 novembre al 28 novembre chiuderà la rassegna Miria Malandri con la mostra "Frames". L'artista di Forlimpopoli ha realizzato vari cicli pittorici, fra cui "Painted movie", "Il cinema nei quadri", "Quadri rubati", "La natura morta", "La biblioteca dipinta", "Il cinema nella tradizione ebraica". Secondo il suo pensiero, il cinema è la metafora della vita e fermare il movimento equivale a fermare il tempo. Al Grand Hotel Terme presenterà una ventina di quadri, di cui la maggior parte ispirati a fotogrammi cinematografici.

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