Castrocaro, sanità: convegno sulla chirurgia toracica

Castrocaro, sanità: convegno sulla chirurgia toracica

CASTROCARO - "Tempi moderni" per la Società italiana di Chirurgia toracica (Sict). Giovedì 21 e venerdì 22 settembre, a Castrocaro Terme, la società farà i conti con le sfide della modernità, dall'uso delle nuove tecnologie in chirurgia, riflettendo su "come" e "quando" impiegarle, alle problematiche che incontra oggi chi decide di intraprendere la professione. Verterà proprio su questi aspetti la relazione del neo-presidente Davide Dell'Amore, direttore del Dipartimento Toracico e dell'U.O. di Chirurgia Toracica dell'Ausl di Forlì, primo forlivese alla guida della Sict. Eletto, nel 2008, al Congresso nazionale di Castrocaro, il dott. Dell'Amore entrerà formalmente in carica giovedì, raccogliendo il testimone dal prof. Giuliano Daddi, ordinario di chirurgia toracica dell'Università di Perugia. Insieme a lui s'insedierà il nuovo consiglio direttivo, nominato in occasione del Congresso nazionale andato in scena nel giugno scorso a Catania. All'interno di quest'ultimo vi saranno ben tre componenti dell'equipe dell'U.O. di Chirurgia Toracica forlivese: il dott. Marco Taurchini, la dott.ssa Marta Mengozzi e la dott.ssa Desideria Argnani.

 

L'appuntamento, al quale interverranno tutti i rappresentanti delle maggiori scuole chirurgiche toraciche italiane, si articolerà dunque in due momenti distinti. Giovedì, a partire dalle 17, nella sala conferenze della Fortezza di Castrocaro, vi sarà l'insediamento ufficiale di presidente e consiglio. In tale occasione il nuovo presidente illustrerà il proprio programma per i due anni di mandato. «Questo è uno dei momenti peggiori per la nostra società scientifica e per la medicina in generale - commenta il dott. Dell'Amore - sul tappeto ci sono diversi problemi: la riforma universitaria, coi tagli alla ricerca, la crisi di vocazione in molte specializzazioni, soprattutto in ambito chirurgico, l'aumento esponenziale di ricorsi medico-legali, il precariato, l'accreditamento delle strutture chirurgiche specialistiche». Su tutti questi temi, il presidente intende formare altrettante commissioni e gruppi di lavoro in seno alla società, per proporre soluzioni concrete a chi gestisce la sanità. «Vogliamo divenire attori protagonisti dei cambiamenti oggi in corso - dichiara il dott. Dell'Amore - una società scientifica moderna non può occuparsi solo dell'ambito clinico, ma deve farsi carico anche degli aspetti politico-organizzativi, che attualmente sono preponderanti. Il mio obiettivo è rendere la Sict sempre più incisiva e credibile agli occhi dei decisori, i quali devono essere spinti ad ascoltarci e consultarci».

 

L'intera giornata di venerdì, al Grand Hotel Terme, sarà, invece, dedicata alla discussione scientifica sulle nuove tecnologie.

 

«Ormai, queste ultime costituiscono parte integrante della chirurgia, sia generale sia toracica - spiega il dott. Dell'Amore - il chirurgo non è più un artigiano, come in passato, ed è quindi necessario si confronti con questa realtà, in costante evoluzione, ragionando su vantaggi e problemi». Se, da una parte, le nuove tecnologie (suturatrici meccaniche, bisturi elettrici e a ultrasuoni, robot, collanti emostatici, ecc. . ) hanno portato benefici, standardizzando la manovra chirurgica e riducendo così sensibilmente la percentuale di errore umano, dall'altra hanno però significato costi crescenti «Bisogna riflettere bene "come" e "quando" utilizzarle, valutando il rapporto costi/benefici - dichiara il dott. Dell'Amore - Quando un nuovo ritrovato, come il laser o le suturatrici meccaniche, migliora sensibilmente l'iter terapeutico del paziente, rendendo più breve e meno doloroso il decorso post-operatorio, non bisogna avere paura di investire, mentre se i vantaggi non sono così evidenti, le spese vanno maggiormente ponderate e soggette a revisione dopo accurata valutazione clinica». Ovviamente, questo discorso riguarda tanto l'acquisto di nuove attrezzature, quanto il loro aggiornamento. «Le tecnologie sono utili solo se tenute sempre al passo coi tempi - commenta il dott. Dell'Amore - un ospedale che vuole essere efficace non può permettersi di restare indietro: l'esborso nell'interesse del malato non è mai un lusso».

 

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