Castrocaro: trappole e reti per uccellagione, nei guai un cacciatore

Castrocaro: trappole e reti per uccellagione, nei guai un cacciatore

Castrocaro: trappole e reti per uccellagione, nei guai un cacciatore

FORLI' - Rischia l'arresto o una pensante sanzione fino a 43.590 euro il cacciatore finito nel mirino del Corpo Forestale dello Stato. Durante la perquisizione nell'abitazione dell'indagato a Castrocaro, è stato rinvenuto e sequestrato armamentario per uccellagione, richiami vivi, uccelli protetti conservati in congelatore, reti per la cattura di uccelli, polvere da sparo non denunciata, fascette per uccelli illegali, cartucce, trappole illegali e altro ancora.

 

La perquisizione è scaturita in seguito ad un controllo dei richiami detenuti dal acciatore nella sua abitazione. Ma durante la visita, da un silos posto dietro casa sono emersi sei uccelli da richiamo detenuti in ambiente buio, maleodorante e in piccole gabbiette che di solito servono al trasporto. Gli uccelli si presentavano in stato di salute precario, con chiari segni di sofferenza e prostrazione tanto da fare emergere l'ipotesi del maltrattamento. Inoltre dal controllo delle zampe è emerso che le fascette di riconoscimento non erano regolari.

 

A questo punto gli agenti hanno proceduto ad un controllo più accurato, riscontrando altre irregolarità a carico del cacciatore: sono state trovate 2 trappole in metallo per la fauna selvatica, 8 munizioni a palla per fucile non denunciate, un merlo dal collare protetto ucciso e impagliato, 2 fringuelli ed un tordo non cacciabili congelati, 2 reti per uccellagione, 3,8 chilogrammi di polvere da sparo non denunciata, 3 fascette illegali per identificazione degli uccelli, 1471 cartucce a pallini, una trappola per la cattura di mammiferi più grandi, una confezione di "Sustanon" con siringhe da insulina per l'iniezione ai richiami e stimolarne il canto fuori stagione.

 

Il tutto è stato sequestrato e al cacciatore sono stati contestati una serie di reati penali: l'esercizio della caccia con mezzi non consentiti, il maltrattamento degli animali, la cattura e l'uccisione di animali protetti, la detenzione di animali imbalsamati che non è consentito cacciare, l'esercizio dell'uccellagione, la detenzione di munizioni e polvere da sparo non denunciate, la detenzione illegale di stimolanti il canto degli uccelli.

 

Rischia ora l'arresto o un'ammenda e multa fino a 43.590 euro. "Il Corpo Forestale dello Stato è intervenuto a difesa della fauna selvatica, protetta dalla legge 157/92, che condanna la caccia di frodo e la cattura illegale degli animali selvatici", ha commentato Giovanni Naccarato, Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Forlì-Cesena.

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