Cervia, il sindaco: "Non chiamateci sceriffi"

Cervia, il sindaco: "Non chiamateci sceriffi"

Basta parlare del "sindaco-sceriffo" o ancora peggio dello "sceriffo-sindaco".

Il decreto sicurezza del ministro Maroni ha il solo merito di riconoscere  il forte legame delle istituzioni locali, rappresentate dal sindaco, con il territorio. Sono infatti gli enti locali ad avere la percezione reale delle esigenze delle comunità e a conoscere le varie situazioni.

Il decreto Maroni, che ha già avuto il placet dell'Anci, rappresenta sicuramente un'opportunità per i sindaci, anche se già oggi accade che sono i sindaci a evidenziare alle Forze dell'Ordine, in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, le esigenze del proprio territorio.

 

Ho invece profonde perplessità sull'attuazione pratica del decreto. Sono pienamente  d'accordo con quanto dichiarato dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari che dice che non serve a niente dotare il sindaco della stella da sceriffo senza le risorse adeguate (uomini, mezzi, finanziamenti) per combattere le situazioni critiche in materia di sicurezza e di degrado pubblico. In questo caso lo Stato non farebbe altro che decentrare i propri doveri scaricando in qualche modo la responsabilità sui sindaci, che senza il sostegno delle altre forze dell'ordine non possono agire con efficacia.

 

All'appello del ministro Maroni che sprona i sindaci a essere creativi posso rispondere che Cervia saprà esserlo come ha già fatto in passato. Ne è un esempio l'ordinanza sulla sicurezza stradale che colpisce chi sosta o rallenta su strade frequentate e che  rappresenta oggi uno dei pochi strumenti per contrastare il fenomeno della prostituzione sulla strada. Ne è un esempio anche la convenzione pubblico-privato che da due anni il Comune di Cervia mette in atto per reperire le risorse necessarie per contrastare il fenomeno dell'abusivismo commerciale in spiaggia. Oltre a questi due esempi, che dimostrano quanto questa Amministrazione comunale sia già impegnata per la sicurezza dei suoi cittadini, va citato il progetto "Una città per tutti", sul quale stiamo lavorando, e che tiene conto a 360 gradi degli aspetti per avere una città più sicura.  

 

Non vorrei dunque che il decreto Maroni fosse una sorta di "operazione di marketing". La sicurezza è un tema serio: oggi gli italiani non si sentono sicuri in casa propria. Riacquisteranno sicurezza con il sindaco-sceriffo? O il sindaco-sceriffo diventerà solo per i cittadini il responsabile principale se le cose non funzioneranno?

E' vero che più delle altre istituzioni il sindaco deve dire la sua sulla sicurezza della propria comunità, ma non può rimanere da solo e diventare lo sceriffo che, pistola in mano, si fa giustizia da sé.

 

Roberto Zoffoli

Sindaco di Cervia

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