Cervia, l'assemblea dei costruttori Ance: la crisi c'è, la ripresa stenta a decollare

Cervia, l'assemblea dei costruttori Ance: la crisi c'è, la ripresa stenta a decollare

Cervia, l'assemblea dei costruttori Ance: la crisi c'è, la ripresa stenta a decollare

Si è svolta nei giorni scorsi, presso il Villa Del Mare Resort di Cervia, l'Assemblea Annuale 2011 di ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili di Confindustria Forlì-Cesena.

Ospite d'eccezione, per la prima volta in Romagna partecipante ad un'assemblea istituzionale, il Presidente Nazionale ANCE Paolo Buzzetti.

 

Tra i relatori dell'assemblea erano presenti il Presidente Provinciale ANCE Raffaele Rossi, il Presidente Provinciale Confindustria Giovanni Torri, il Vicepresidente Nazionale Confindustria Cesare Trevisani e rappresentanti di Provincia di Forlì-Cesena, Comune di Forlì e Comune di Cesena.

 

La giornata di lavori ha visto diversi interventi e diverse relazioni, tra cui quella annuale del Presidente ANCE Forlì-Cesena Raffaele Rossi. Una relazione incentrata inevitabilmente sulla crisi del settore e sulle possibili vie d'uscita: una tematica affrontata nei diversi aspetti, dalla mancanza di lavoro per le imprese al taglio agli investimenti pubblici (patto di stabilità) e privati (fiducia e liquidità); tra gli altri argomenti trattati la difficoltà di accesso al credito e le opportunità di lavoro all'estero in forte crescita per le imprese del territorio provinciale. Infine il Presidente ha anche accennato a due importanti e fondamentali risorse per le imprese e per gli addetti ai lavori: sono infatti secondo Rossi le riforme urgenti e indifferibili quali fisco, lavoro, burocrazia e la particolare attenzione alla formazione degli addetti al settore, due indirizzi obbligati per ritrovare la luce.

Di seguito alcuni passaggi delle relazioni del Presidente Provinciale ANCE Raffaele Rossi, del Presidente Nazionale ANCE Paolo Buzzetti e del Vicepresidente Nazionale Confindustria Cesare Trevisani.

 

RAFFAELE ROSSI:

"Al termine del primo anno di mandato come Presidente vorrei tracciare un breve bilancio dei primi mesi di questa mia nuova esperienza. Questi ultimi anni stanno mettendo a dura prova il settore delle costruzioni, comparto storicamente molto importante per l'intera economia del Paese e del nostro Territorio. La crisi che ha investito le economie di tutto il pianeta ha avuto una fortissima ripercussione anche sull'edilizia, tanto per il calo di fiducia degli investitori, quanto per le difficoltà di accesso al credito degli operatori del settore.

Proprio sul credito ritengo opportuno condividere una breve riflessione; il settore edile rappresenta un comparto giudicato rischioso dal sistema bancario, ma rappresenta certamente un traino per l'economia. Ostacolare l'accesso al credito alle imprese di costruzione non significa dunque mettere in difficoltà soltanto queste, ma anche tutta una serie di settori strettamente collegati, che di riflesso ne subiranno le conseguenze. Pur comprendendo appieno la necessità del sistema bancario di adeguarsi alle incombenti normative europee riteniamo indispensabile che venga recuperato il rapporto fiduciario tra banca e impresa, che è sempre stato foriero di soddisfazioni per entrambi i sistemi, a differenza della mera analisi numerica, che talvolta mostra limiti imbarazzanti - penso ad esempio alla valutazione negativa per chi presenta bilanci in passivo... dopo due anni di crisi durissima!

In questo frangente un certo numero di imprese ha già fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per mitigare gli effetti di una carenza di commesse e per cercare di salvaguardare e di mantenere una forza lavoro fedele e professionalizzata che negli anni abbiamo cresciuto con fatica. Occorre però evidenziare che la Cassa Integrazione non è una risposta convincente, ma solamente un palliativo per superare una momentanea difficoltà.

Sono ben chiare a tutti noi le esigenze dell'economia e delle nostre imprese: fisco, mercato del lavoro, liberalizzazioni, snellimento dell'assurdo fardello burocratico, accelerazione delle procedure autorizzatorie, certezza della pena per coloro che vanno fuori dalle righe. Queste riforme sono urgenti ed indifferibili: non attuarle immediatamente sarebbe una mossa suicida.
Mentre le imprese lottano ogni giorno per rimanere sul mercato, il mondo pubblico mantiene la stessa velocità di crociera di quando i tempi erano prosperi, nonostante due anni di crisi e di richieste del mondo imprenditoriale le Pubbliche Amministrazioni non si sono adeguate allo scenario che è mutato: procedure farraginose, iter autorizzativi lunghissimi, rimpalli di responsabilità, ritardi, controlli esageratamente minuziosi sulla forma e pressoché nulli sulla sostanza.

Tutti noi imprenditori abbiamo raccolto la sfida e la stiamo affrontando, tra mille difficoltà, insieme ai nostri collaboratori, aspetto che certamente rappresenta un lato positivo di questa situazione critica, ogni giorno nelle nostre aziende possiamo verificare che il rapporto con i dipendenti è stato cementato da queste difficoltà e la condivisione di questi momenti fa sì che tutti stiamo remando nella stessa direzione, confidando di poter presto avvistare acque più tranquille in cui navigare.

Manteniamo, come sempre, grande attenzione alla promozione delle attività formative, attraverso il sostegno e l'implementazione del lavoro compiuto dalla nostra Scuola Edile che ha sede a Panighina di Bertinoro e che periodicamente organizza corsi alle maestranze, ai tecnici di cantiere e a liberi professionisti del settore; anche per questo riteniamo di aver dato un contributo tangibile all'inversione del trend che dal 2006 a oggi ha visto dimezzare il numero ore di infortunio per addetto.

Voglio esprimere un motivo di ottimismo, confortato dalla certezza che ogni crisi porta cambiamenti e nuove opportunità che solo chi è più attento e preparato può cogliere e utilizzare in modo vantaggioso.

La nostra Associazione ci coinvolge per senso di appartenenza e per passione, per questo la nostra azione è volta ogni giorno a creare nuove possibilità di crescita, di miglioramento, di coesione, guardando ad un futuro incerto, ma con la fiducia che il nostro coscienzioso operato nel rispetto della legalità e dell'etica del fare impresa possa essere un vantaggio nel medio periodo che ci possa aiutare ad uscire da questa crisi prima e meglio di altri."

 

 

PAOLO BUZZETTI:

"È molto importante riunirsi e ragionare come Sistema. Non è facile farlo in Italia perché, anche come imprenditori, abbiamo l'abitudine di ragionare spesso in modo individuale, però è necessario fissare un obiettivo comune.

Riqualificare la città, tramite un grande progetto della durata anche di 5/10 anni. Non si deve più consumare territorio ma intervenire su quello che c'è già: abbattere,ricostruire e cambiare la sagoma, le città sono centri dinamici e per questo loro continuo mutamento vanno risistemate.

Per favorire questi ragionamenti, la voglia di fare ripartire il settore, ci vogliono nuove norme nazionali, specialmente di natura fiscale. Deve stare al centro la qualità del costruire. Il concetto della qualità è molto importante, va salvaguardata in tutti gli aspetti del nostro lavoro soprattutto per operare in sicurezza e per far capire ai giovani che nel nostro settore c'è la possibilità di ritagliarsi un importante futuro professionale."

 

CESARE TREVISANI:

"La crisi che stiamo vivendo non è solo locale, sta investendo tutto il Paese e si traduce principalmente nella mancanza di investimenti e di risorse disponibili per le infrastrutture: in questo modo si perde di competitività a livello mondiale.
Condivido la scelta del Ministro Tremonti di chiusura delle casse dello Stato, dovuta anche al rispetto dei vincoli normativi imposti dalla Comunità Europea in materia di risanamento dei Bilanci statali.

Manca però un colpo forte per il rilancio dell'economia, è stato stimato che il tasso di crescita del nostro Paese oscilla solamente tra lo 0,8% e l'1,1% l'anno. Bisogna abbattere i costi dell'apparato pubblico per ricavare risorse e rendere il Paese attrattivo per gli investitori privati. Paradossalmente, il problema non è legato alla disponibilità di denaro, ma soprattutto alla mancanza di tempi certi di ultimazione dei lavori e alla garanzia di ottenere dei rendimenti.

Cambiano troppo spesso le leggi e la burocrazia è troppo pesante. Quello del Piano Casa sarebbe un ottimo strumento di sviluppo che però non riesce a partire. Come Confindustria abbiamo inoltre chiesto lo sblocco del Patto di Stabilità per i Comuni virtuosi tale da poter rilanciare in parte gli investimenti pubblici.

Il Paese non si risolleva e il ranking mondiale ci dimostra che gli altri Stati ci stanno superando. Quello delle infrastrutture diventa un settore fondamentale per il rilancio della nostra economia. I 3 punti prioritari sui quali ritengo si debba maggiormente focalizzare la nostra attenzione sono:1) Riduzione dei costi 2) Finanza Privata 3) Snellimento burocratico."

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