Cervia, la Cgil chiede un confronto unitario sulla movida

Cervia, la Cgil chiede un confronto unitario sulla movida

Cervia, la Cgil chiede un confronto unitario sulla movida

CERVIA - Si torna a parlare di movida, questa volta la parola passa alla Cgil. Dopo l'assemblea della Uil, che ha chiesto un nuovo incontro con il Sindaco, per raddoppiare il numero degli happy hour, auspicando la partecipazione delle altre due sigle sindacali, la Cgil parla di "auspicio strumentale perché non è con gli auspici e con posizioni decise unilateralmente, senza confronto unitario, che si può pensare di costruire un dialogo e delle posizioni comuni".

 

"Come Cgil - spiegano - siamo disponibili al confronto sul modello turistico locale, sulle regole, sulle ricadute occupazionali a partire da un confronto specifico con la società del Papeete sui livelli occupazionali, sull'organizzazione del lavoro e su eventuali ricadute occupazionali conseguenti al regolamento e alle ordinanza predisposte dall'Amministrazione in assenza di una posizione comune e condivisa tra le associazioni di rappresentanza del territorio".

 

"Non ci pare utile al confronto partire da rigide posizioni precostituite e con dei "veti" alla partecipazione ad un'eventuale tavolo generale di concertazione che invece, viste le problematiche, necessita del massimo coinvolgimento possibile delle rappresentanze locali per trovare una proposta di sintesi tra i diversi interessi economici che contribuiscono con offerte diversificate a qualificare e ad arricchire il modello turistico. La difesa e la crescita dell'occupazione è per noi l'aspetto principale e ci pare che una soluzione - che si pone l'obbiettivo di salvaguardare un modello turistico, di qualità, per i giovani, per le famiglie, per chi preferisce una vacanza più mondana e per chi preferisce una vacanza più tranquilla - sia la scelta giusta. Anche se necessariamente si impongono delle regole e dei limiti che se condivisi sarebbe certamente preferibile".

 

Sulla discussione in merito al quanti happy hour fare la Cgil si dissocia: "Attestarci quasi esclusivamente su quanti happy hour si possono o non si possono fare (tema pur importante) - ponendo l'aspetto occupazionale strettamente correlato al numero senza collocarlo in un contesto più generale di offerta di lavoro nel sistema turistico locale - sia un limite che rischia di indebolire la possibilità di una sintesi condivisa nell'eventualità di una ripresa del confronto. Quanto discusso fino ad oggi, anche si ci sono stati tanti confronti tra i soggetti direttamente interessati, non ha permesso quella sintesi necessaria per la predisposizione di regole soddisfacenti per tutti. Ripartire dalle ordinanze, che ci pare di capire non essere immodificabili, con gli incontri e le verifiche sopra accennate senza posizioni rigide e precostituite, potrebbe permettere di raggiungere un risultato che fino ad oggi non c'è stato se non, in assenza di diversa possibilità, la decisione dell'Amministrazione in materia".

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