Cervia: prove di sopravvivenza in mare per i "Top Gun" romagnoli

Cervia: prove di sopravvivenza in mare per i "Top Gun" romagnoli

Cervia: prove di sopravvivenza in mare per i "Top Gun" romagnoli

CERVIA - Mar Adriatico, al largo di Rimini,  un aereo non identificato proveniente dai Balcani si dirige sulla città romagnola. Subito si alzano in volo 2 caccia F-16 dell'Aeronautica Militare dell'aeroporto di Pisignano (Cervia) per scongiurare il peggio. Dopo i primi attimi di tensione si ristabilisce il contatto radio e l'Antonov seguendo le procedure operative impartite dal radar di Romagna APP che opera dall'aeroporto militare di Rimini, effettua l'atterraggio sulla pista romagnola di Miramare  senza ulteriori problemi. I caccia dell'Aeronautica Militare hanno terminato l'ennesima missione con successo e dopo aver scortato il velivolo russo fino a terra si apprestano a far ritorno alla base aerea di Cervia. Improvvisamente uno stormo di gabbiani si alza in volo ed impatta con i due F-16 del 5° Stormo che costringe i due piloti ad adottare le  procedure di emergenza  previste.

 

Questo è lo scenario simulato dell'esercitazione denominata "POPEYE" che vede l'Aeronautica Militare impegnata in più fronti; l'83° Centro CSAR (Search And Rescue)  con un elicottero HH-3F, due piloti di F-16 del 5° Stormo di Cervia; personale sanitario e tecnici della sopravvivenza. Partecipano a questa esercitazione anche Capitaneria di Porto e Protezione Civile.

 

Il 21 Agosto, nel lido dell'Aeronautica Militare di Rimini, si è assistito alla preparazione del  personale partecipante all'esercitazione di recupero in mare. Successivamente il medico e gli assistenti di sanità hanno raggiunto la zona di operazione con un'imbarcazione della Capitaneria di Porto. Dopo pochi minuti è arrivato l'elicottero HH3F dell'Aeronautica Militare che ha "lanciato" i naufraghi nei pressi dei gommoni di salvataggio precedentemente allestiti.

 

Durante la permanenza in mare gli equipaggi hanno sperimentato le tecniche di sopravvivenza in mare, il nuoto con l'equipaggiamento di volo indossato, il materiale contenuto nei giubbetti di salvataggio (potabilizzatore d'acqua, kit di pesca, eliografo, ecc.). Al termine dell'esercitazione è tornato l'elicottero dell'Aeronautica che ha verricellato un aerosoccorritore che ha "salvato" i 9 naufraghi.

 

Il 5° Stormo di Cervia, avvalendosi del 23° Gruppo Caccia Intercettori equipaggiato con velivoli F16A ADF (Air Defence Fighter), è uno dei tre Reparti italiani che attualmente concorrono alla sorveglianza ed alla difesa dello spazio aereo nazionale, un Servizio che l'Aeronautica Militare italiana assicura  per 365 giorni all'anno, 24 ore su 24. A tal riguardo per un pilota di caccia è di fondamentale importanza l'addestramento, oltre che nelle tecniche di combattimento, anche nella gestione di situazioni contingenti, come può essere quella conseguente ad un'eiezione con atterraggio del paracadute in mare. In tale eventualità risulta decisiva la conoscenza dell'equipaggiamento in dotazione e delle tecniche di sopravvivenza in mare, nonché delle procedure attuate dai soccorritori dei centri di recupero Search and Rescue (SAR).

 

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L'83° Centro CSAR ha come compito d'istituto la ricerca e il salvataggio degli equipaggi di aeromobili militari incidentati sul territorio nazionale e in acque internazionali, concorre alle operazioni di soccorso per la salvaguardia della vita umana a beneficio della collettività nazionale ed internazionale. Le ragioni di questo dispiegamento di forze per un'esercitazione? Un uomo del SAR un giorno disse "salvare vite umane non è un lavoro, ma un privilegio ed un onore", e gli "uomini del SAR questo lo sanno bene. Il 15° Stormo dell'Aeronautica Militare, di cui fa parte l'83° Centro CSAR di Rimini, ha sempre risposto prontamente alla chiamata di aiuto e non ha mai lasciato inattesa una richiesta di intervento, ecco perchè lo Stormo si è guadagnato l'ultima onorificenza alla Bandiera di guerra: la Medaglia d'Oro al Valor Aeronautico consegnata dal Presidente della Repubblica il 31 marzo del 2008. Sono oltre 6800 le persone in IPV (Imminente Pericolo di Vita) che il 15° Stormo ha complessivamente tratto in salvo con i propri mezzi aerei dal 1965 ad oggi.

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