Cervia: una serata dedicata alla "Talassoterapia"

Cervia: una serata dedicata alla "Talassoterapia"

CERVIA - E' in programma per mercoledì 4 marzo  2009, alle ore 17,  in una navata del Magazzino del Sale Torre vicina al Museo del Sale, il terzo appuntamento degli incontri culturali denominati "I Mercoledì Cervesi". Il tema dell'incontro è: "Talassoterapia, stabilimenti idroterapici e colonie al mare, alle origini dello sviluppo turistico in Romagna". Relatore sarà il Dott. Giancarlo Cerasoli, di professione medico pediatra, storico della medicina, ricercatore ed appassionato cultore della storia, della cultura e delle tradizioni romagnole. Il relatore si avvarrà della proiezione di immagini e documenti d'epoca. Tra i temi trattati vi saranno anche l'origine della "stagione dei bagni" a Cervia e in Romagna e i "fanghi in salina".

 

Cerasoli approfondirà nella sua relazione l'evoluzione della talassoterapia, legata ai bagni di mare, come importante risorsa terapeutica. Si soffermerà in particolare sul suo sviluppo a partire  dalla metà del Settecento quando  il medico inglese Richard Russell dimostrò l'efficacia dei bagni di mare nella cura della scrofola (una forma particolare di tubercolosi caratterizzata dal gonfiore dei linfonodi del collo). Da allora l'interesse verso questa pratica riprese vigore. Proprio in Inghilterra, a Margate, nel 1769, fu edificato il primo ospedale per la talassoterapia, destinato specialmente ai bambini. La talassoterapia si andava imponendo come metodo di cura in Europa, nella seconda metà dell'Ottocento. Si diffondevano i "manuali per i bagni di mare", con i quali si spiegava come diverse malattie dell'infanzia, dal rachitismo alla tubercolosi linfoghiandolare, cutanea ed ossea trovino giovamento attraverso queste cure.  Accanto allo studio degli effetti della cura con i bagni di mare, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, si svilupparono notevolmente le ricerche sull'influenza dei fattori climatici sulla salute. Ci fu un vasto movimento per la messa in opera della "terapia solare". Sorsero importanti stabilimenti idroterapici a Venezia, Trieste e Rimini. Si andava diffondendo una concezione delle "cure climatiche per l'infanzia". Si diffondevano anche "norme di buon senso" per l'applicazione della talassoterapia.

 

Già durante l'Ottocento i bagni di mare erano soggetti a regole molto dettagliate che erano in relazione sia alle caratteristiche del soggetto che vi si sottoponeva (età, costituzione fisica e patologia, sua reazione all'acqua, dieta e distanza dal pasto, nuoto), sia al clima in cui la cura veniva praticata. Giancarlo Cerasoli metterà poi a fuoco l'evoluzione delle "stagioni dei bagni" in Romagna e a Cervia. Il primo grande "Stabilimento Bagni" venne inaugurato a Cervia nel 1882.

 

Una parte importante della sua relazione verrà dedicata alla costruzione delle colonie, che era stata preceduta dalla costruzione di "ospizi marini" per bambini affetti da scrofola. Nati da motivazioni terapeutiche e filantropiche, sostenuti da un importante movimento d'opinione, gli "ospizi marini" si diffusero a cavallo tra Ottocento e Novecento. Nel 1901 gli "ospizi" per bambini, nelle località costiere italiane, erano 21.  Nel 1915, allo scoppio della guerra, esistevano circa 20 ospizi marini e 80 colonie, affidati alla libera iniziativa di privati, di enti vari, di opere pie. Un incremento consistente delle colonie marine nel nostro Paese si ebbe tra il secondo ed il terzo decennio del Novecento, ad opera delle organizzazioni sorte all'interno del Partito Nazionale Fascista. Il regime aveva intuito che il soggiorno nelle colonie di una gran parte di bambini costituiva un mezzo straordinariamente efficace per estendere l'opera di indottrinamento dell'infanzia ed ampliare il consenso. Al termine del secondo conflitto mondiale i soggiorni climatici marini conobbero un nuovo incremento per entrare in crisi come modello pedagogico a partire dagli anni settanta.

 

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La talassoterapia si era già comunque conquistata ampiamente il credito scientifico e lo spazio nell'immaginario collettivo della "villeggiatura", sufficienti a riempire ad ogni estate le spiagge di bambini e genitori.

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