Cervia, variante urbanistica. Meo (Sel-Verdi): ''Che fa la Regione?''

Cervia, variante urbanistica. Meo (Sel-Verdi): ''Che fa la Regione?''

Cervia, variante urbanistica. Meo (Sel-Verdi): ''Che fa la Regione?''

BOLOGNA - Il Comune di Cervia si appresterebbe ad adottare una variante urbanistica che riguarderebbe l'intero comparto turistico-ricettivo di tutto il territorio comunale e che avrebbe come obiettivi: "accorpare strutture alberghiere, trasferire volumetrie, concedere premi di superficie utile dal 5% fino al 20%, aumentare le altezze degli edifici fino a 25 metri, ecc." Lo afferma la consigliera regionale Gabriella Meo (Sel-Verdi) in un'interrogazione.

 

In tale viene evidenziato che questa variante, che fa seguito ad una precedente di "analogo tenore" approvata pochissimi anni fa, anticiperebbe il Piano strutturale comunale in corso di redazione, ma con il quale non parrebbe avere alcuna relazione.

 

La variante, inoltre, non individuerebbe "con precisone" quali e quanti edifici o aree sarebbero coinvolti negli interventi da essa consentiti, né - a parere di Meo - sarebbe in grado di garantire il non superamento dei quantitativi di superficie edificabile che restano disponibili al Comune di Cervia, in assenza dell'adeguamento della sua strumentazione urbanistica alle disposizioni della legge regionale in materia.

 

Gli interventi consentiti - aggiunge la consigliera - saranno "casuali, legati alle disponibilità economiche e all'accesso al credito dei proprietari", in un contesto disomogeneo ed incontrollato, senza alcuna verifica di tipo territoriale, "essendo la variante fondata unicamente, a quel che pare, a soddisfare alcune esigenze di una categoria economica".

Meo, a questo proposito, ricorda: che varianti come quella in oggetto dovrebbero essere sottoposte alla VAS (Valutazione ambientale strategica), sulla base del Dlgs. 4/2008; che la Regione Emilia-Romagna, avendo provveduto solo parzialmente ad adeguare la propria legislazione ai contenuti di tale Decreto, ha emanato una circolare recante le prime indicazioni in merito alla sua entrata in vigore, in particolare confermando l'obbligatorietà dalla VAS per tali varianti al PRG; e che non pare sia intenzione del Comune di Cervia sottoporre la variante a VAS, né redigere il rapporto ambientale richiesto, né aprire consultazioni con soggetti competenti in materia ambientale.

 

La consigliera chiede quindi alla Giunta regionale come valuti questa variante che incide "pesantemente" sulla fascia costiera e, presumibilmente, in misura maggiore su Milano Marittima, che dovrebbe invece essere considerata "definitivamente satura", se sia legittimo che continuino ad essere adottate varianti di tale entità ad un PRG da tempo non più adeguato alle norme regionali vigenti in materia e se ritenga compatibile l'ennesina variante urbanistica, in assenza di valutazioni sulle sue ricadute, con i conclamati obiettivi di tutela ambientale e del territorio.

 

Meo vuole infine sapere se l'autorità preposta alla VAS sia stata coinvolta fin dall'inizio della formazione della variante, come prevede la legge, quali iniziative intenda assumere la Regione perché il Comune di Cervia adempia ai dettati della legge in materia di VAS, se prima dell'adozione della variante debba essere predisposto il rapporto ambientale e se consideri che l'assunzione della variante, senza la previa Valutazione ambientale strategica, ne implichi l'annullabilità secondo quanto stabilito dal Dlgs 4/2008.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -