Cesena, 700mila euro in meno per i servizi sociali

Cesena, 700mila euro in meno per i servizi sociali

Cesena, 700mila euro in meno per i servizi sociali

CESENA - Crescono i bisogni, diminuiscono le risorse: il bilancio 2011 si prospetta particolarmente difficile anche in campo sociale, e per far fronte a questa situazione sarà necessario ridisegnare il modello dei servizi. E' questo, in estrema sintesi, il quadro emerso dal quarto incontro con le organizzazioni sindacali ed economiche promosso dall'Amministrazione Comunale in vista della definizione del bilancio di previsione del Comune e dedicato, appunto, ai temi della famiglia, degli anziani, della non autosufficienza.

 

Al tavolo l'Amministrazione Comunale era rappresentata dal Sindaco Paolo Lucchi, dall'Assessore alle Politiche del Benessere dei Cittadini Simona Benedetti, dal Vicesindaco e assessore al Bilancio Carlo Battistini. Presenti al completo le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, mentre le associazioni di categoria erano rappresentate da Legacoop, Confcooperative, Agci, Cna e Confcommercio.

 

"Nella migliore delle ipotesi avremo a disposizione 700mila euro in meno - avvertono il Sindaco Paolo Lucchi e l'Assessore alle Politiche per il Benessere dei Cittadini Simona Benedetti -  ma all'appello potrebbe mancare una cifra molto più consistente, fino a 1 milione di euro. Per contro, è in costante aumento il numero di chi chiede l'aiuto dei Servizi Sociali: basti dire che nella prima metà del 2010 abbiamo registrato un numero degli assistiti e una quantità di interventi pari a quelli conteggiati in tutto il 2009. Colpa della crisi, certo, ma anche di altri fattori: con l'allungamento della vita media cresce il numero dei grandi anziani che necessitano di forme particolari di assistenza, mentre già da tempo la rete famigliare mostra una minor tenuta, rendendo necessarie forme di sostegno ai genitori".

 

Qualche dato per fotografare la situazione. Nel 2009 sono stati 1010 i nuclei familiari assistiti dai servizi comunali (pari al 2,5% di tutte le famiglie residenti), con un aumento del 20% rispetto al 2008. In crescita anche gli anziani seguiti: 1873 rispetto ai 1718 del 2008, con un incremento del 7,3%. Oggi quasi il 17% degli ultrasettantacinquenni usufruisce di qualche forma di sostegno.

 

Si alza, infine, anche il numero dei minori assistiti: nel 2009 sono stati 1489, contro i 1375 del 2008, e nel 33% dei casi hanno usufruito di interventi di tipo economico.

 

Per far fronte a questo quadro, nel 2009 l'Amministrazione Comunale ha destinato oltre 3 milioni e 800mila euro per azioni di aiuto alle famiglie: di questa somma, la fetta più grossa (46%) è andato per interventi a tutela dei minori, un altro 36% è servito per interventi di sostegno socio - economico, mentre 160mila euro (pari al 4% del totale) è stato utilizzato per far fronte a situazioni di accoglienza e di emergenza. A questi fondi si aggiungono i 2 milioni e 113mila euro stanziati per le politiche abitative, con 1 milione e 76mila euro destinati alla gestione degli alloggi Erp, 580mila utilizzati per finanziare il Fondo sociale per l'Affitto (921 i contributi erogati su 1000 richieste pervenute), 389mila euro andati a finanziare nuovi progetti di alloggi Erp. Da segnalare che attualmente sono 53 i nuovi alloggi in cantiere, che saranno a messi a disposizione per l'affitto a canone sociale: fra essi 16 appartamenti previsti nel Peep di Case Missiroli, 12 appartamenti nel comparto Peep di San Carlo e 12 nel podere San Vittore.

 

Ma la quota di risorse più consistente è servita per finanziare gli interventi destinati alla non autosufficienza di anziani e disabili: a questo scopo il Comune ha riservato oltre 3 milioni e 900mila euro, pari al 40% degli stanziamenti totali nell'ambito dei servizi sociali. Da sottolineare che l'importo messo a disposizione del Comune rappresenta il 18% delle risorse complessive necessarie per quest'area di intervento, che ammontano in tutto a oltre 22 milioni e 300mila euro.

 

"La nostra Amministrazione Comunale ha sempre considerato prioritario investire sulla coesione sociale. Oggi ci troviamo a dover affrontare una diminuzione di risorse, ma continuiamo a pensare che non si debba lasciare indietro nessuno e che sarebbe sbagliato impostare la manovra decidendo i tagli a tavolino. Crediamo, invece, che si debba ridisegnare il modello dei servizi per trovare il modo di rispondere egualmente, nel modo migliore possibile, alle esigenze del territorio, pur nella consapevolezza che ci saranno meno disponibilità economiche. Per questo contiamo sulla collaborazione delle forze sociali, che in questi anni hanno dato un apporto prezioso sia in fase di programmazione, sia in fase di gestione. Già nella prima settimana di ottobre è fissato un nuovo appuntamento e in quella sede cominceremo a ragionare insieme sulle possibili scelte per una rideterminazione dei servizi".

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