Cesena, aborto. Bianconi (PdL): "Pillola Ru486 è contro salute della donna"

Cesena, aborto. Bianconi (PdL): "Pillola Ru486 è contro salute della donna"

CESENA - "Se ci sarà il definitivo via libera da parte dell'AIFA alla pillola abortiva RU486 la salute della donna sarà in grave pericolo e a trarne vantaggio saranno solo le case farmaceutiche". Questo è quanto affermano i senatori del Pdl Bianconi, Calabrò, De Lillo, Di Giacomo, Saccomanno e Tomassini che hanno presentato ben sette interrogazioni al Ministro della Salute.

 

"L'aborto chimico - sottolineano i parlamentari del Popolo della Libertà - non è certo un sistema comodo ed indolore come si vuol far credere, se questo farmaco venisse ufficialmente introdotto nelle nostre strutture sanitarie si tornerebbe veramente indietro. A differenza dell'interruzione di gravidanza eseguita chirurgicamente come previsto dalla legge 194/78, che ha come scopo quello di prevenire eventualmente l'aborto clandestino, ma anche di attivare tutte le forme per favorire la nascita dei figli già concepiti aiutando le madri, con lo strumento della RU486 non solo si permette alla paziente di allontanarsi dalla struttura sanitaria ancora prima che l'aborto sia avvenuto, come anche in fase di sperimentazione si è potuto verificare, ma si aggirano completamente tutti i principi di tutela previsti dalla legge".

 

"A causa dei gravi rischi per la salute della donna che hanno portato a non pochi decessi, della scarsissima informazione sulle conseguenze del suo utilizzo e del tempo così prolungato entro il quale l'aborto può avvenire - comunicano i senatori del Pdl - abbiamo ritenuto opportuno presentare diverse interrogazione al Ministro Sacconi su come intende affrontare i vari aspetti che l'introduzione di questo farmaco comporterebbe, esigendo dall'AIFA i dovuti chiarimenti. Riteniamo che la disinformazione sia totale ed è per questo che abbiamo chiesto al Ministro se non ritiene che le donne dovrebbero essere portate a conoscenza dei possibili danni psicologici legati ad un aborto di questo tipo, vista l'ampia documentazione scientifica a riguardo, a maggior ragione nel momento in cui dovesse essere permesso loro, con eccessiva facilità, di scegliere di abortire anche chimicamente".

 

"Questo in considerazione che solitamente l'aborto con la pillola dura tre giorni, ma può prolungarsi per una settimana e oltre, con i noti effetti collaterali di dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, perdite di sangue abbondanti e prolungate, fino ad arrivare a vedere il sacco gestazionale con l'embrione abortito. Inoltre - precisa Bianconi- è importante sapere se il Ministro non ritenga che nell'eventuale testo del consenso informato debba essere fatto esplicito riferimento al fatto che si potrebbe vedere il "prodotto dell'espulsione", come viene tragicamente chiamato l'embrione ed infine - conclude - se il Ministro ha preso in considerazione di verificare che le competenze regionali in materia sanitaria non travalichino il campo delle competenze statali in materia di livelli essenziali di assistenza, così come chiediamo di sapere se abbia previsto come salvaguardare il medico obiettore di coscienza, dando indicazioni precise in conseguenza alla possibilità che - a differenza dell'aborto praticato secondo i dettami della 194 quindi chirurgicamente - nel momento in cui si inizia e si svolge una procedura abortiva di tipo chimico, la cui durata non è prevedibile, potrebbe essere di turno un medico obiettore".

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