CESENA - Aborto, Celletti (GdL): ''Stiamo perdendo la nostra umanità''

CESENA - Aborto, Celletti (GdL): ''Stiamo perdendo la nostra umanità''

CESENA - “La sinistra sta strumentalizzando cinicamente il ‘caso’ dell’aborto di Napoli. Non sono una dietrologa, se no penserei che la telefonata anonima, che ha dato l’avvio alla vicenda, è stata funzionale ad una delegittimazione ideologica della sacrosanta battaglia per la moratoria internazionale dell’aborto. L’aborto, checché ne dicano le suffragette del centro-sinistra, non è una conquista di libertà per la donna, ma un dramma. La 194 è una legge su cui si è raggiunto un compromesso politico, ma non è mai stata applicata nella sua parte di aiuto alla vita. Non è certamente la Bibbia e quindi deve aggiornarsi con il progresso scientifico, per esempio sul fronte delle possibilità di vita degli immaturi. Troppo spesso la 194 viene usata invece come uno strumento di contraccezione o, come a Napoli, per l’eugenetica”.


E’ quanto dichiara Antonella Celletti, Consigliera comunale a Cesena del Gruppo della Libertà, in merito al ‘caso’ dell’aborto di Napoli.


“A Napoli, infatti, è stato condannato a morte un feto già formato perché affetto da una sindrome con la quale convivono migliaia di persone che, spesso, non sanno neppure di averla. Domani chissà quale altra caratteristica sarà considerata out e quindi motivo di negazione alla vita. Questa evidenza però non scalfisce le sinistre, a cui annetto anche gli ex DC oggi ben inseriti nel PD. Non li tocca il pericolo di una deriva eugenetica, di non rispetto della persona e della vita in tutte le sue fasi, soprattutto in quelle in cui è più debole ed inerme”.


“Politici ed amministratori a tutti i livelli in questa regione, anche sedicenti cattolici – dichiara Celletti - o hanno taciuto o si sono accodati a chi si scagliava contro il blitz inesistente della polizia, strillando come prefiche isteriche all’attentato alla dignità della donna. Nessuno che si sia soffermato a pensare al concepito, a tutti gli effetti un bambino già formato, espulso come un escremento in un gabinetto. Perché sua madre, una donna fatta e consapevole, probabilmente non ne voleva sapere di accollarsi la crescita di un figlio con un’alterazione cromosomica, pur senza effetti rilevanti. Certo, libera di farlo, ma di sicuro non da farne un’eroina dell’autodeterminazione”.


“Io sono laica, non certo pacifista, né buonista, né frequentatrice di sacrestie – conclude l’esponente azzurro - ma di fronte a fatti come questi non posso che vedere la deriva che ha imboccato il nostro Paese (e forse l’intera Europa). Una deriva priva di valori e di principi etici e morali. Siamo diventati tutti edonisti, egoisti, incapaci di fare battaglie ideali, isolati e poveri di amore. Per fortuna ci sono ancora persone, tra cui anche Giuliano Ferrara, che mantengono la loro umanità e che ci indicano la strada da percorrere per salvare la nostra”.


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