Cesena, acqua. Lucchi e Montalti: "Un bene pubblico, per tutti"

Cesena, acqua. Lucchi e Montalti: "Un bene pubblico, per tutti"

 

In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua si moltiplicano nel nostro Paese  le iniziative per difendere questo bene indispensabile e inalienabile della collettività e rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa contro le iniziative di privatizzazione. Una mobilitazione che tocca anche Cesena e che l'Amministrazione Comunale appoggia incondizionatamente. Le scelte compiute in passato mettono oggi il nostro territorio nelle condizioni di contare, attraverso Romagna Acque, sull'indiscutibile proprietà pubblica, in capo agli Enti Locali, delle risorse idriche, così come è giusto che sia ovunque, perché non è possibile che un bene fondamentale per la vita di tutti sia di proprietà di qualcuno e venga sottoposta alle leggi di mercato. Al contrario, a tutti deve esserne garantito l'accesso come servizio pubblico.

 

Ma proprio dalla consapevolezza della sua importanza scaturisce anche la necessità di mettere in atto tutte le iniziative possibili per salvaguardare la risorsa idrica - che non è infinita - e valorizzarne il ruolo pubblico, impegnandosi da un lato a garantirne la sicurezza, l'affidabilità, l'efficienza della rete di distribuzione e, dall'altro, favorendo la diffusione fra i cittadini di buone pratiche per un corretto utilizzo, senza sprechi inutili.  

 

Nel gennaio scorso il Comune di Cesena ha aderito al Manifesto dell'Acqua del Sindaco, siglato dai 225 Comuni dell'Emilia - Romagna serviti da Hera e dai principali Comuni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, con l'obiettivo di promuovere il consumo dell'acqua del rubinetto anche come bevanda.

 

Il valore di questa iniziativa è soprattutto di carattere ambientale. La confezione (in bottiglie di plastica) e il trasporto (principalmente su gomma) dell'acqua minerale, che oggi la maggior parte delle famiglie consuma,  ha enormi ripercussioni sull'ambiente, in termini di emissioni di gas serra e di rifiuti prodotti: basti dire che l'acqua minerale consumata in un anno in Italia comporta l'utilizzo di 350mila tonnellate di Pet (il materiale di cui sono fatte le bottiglie), 665mila tonnellate di petrolio e l'emissione di 910mila tonnellate di anidride carbonica. E se il bilancio ambientale trarrà innegabili benefici da un maggior consumo di acqua del rubinetto, lo stesso è vero anche per il bilancio economico delle famiglie: infatti, un litro d'acqua del rubinetto costa poco più di 0,001 euro, 500 volte in meno dell'acqua minerale.

 

Ci stiamo muovendo su vari fronti per dar seguito a questo impegno, a cominciare da un controllo sempre più attento dell'acqua erogata e da un'informazione puntuale sulla sua qualità e affidabilità (abbiamo già cominciato a pubblicare i dati relativi mensilmente su Cesenadialoga). Puntiamo, inoltre, a eliminare progressivamente l'acqua in bottiglia dalle sedi comunali e stiamo lavorando per portare anche a Cesena almeno una ‘fontana leggera', che fornirà acqua dell'acquedotto, opportunamente filtrata, refrigerata e gasata, per offrire ai cesenati l'opportunità di dissetarsi in modo rispettoso dell'ambiente e conveniente anche quando sono in giro per la città.

 

Paolo Lucchi

Sindaco di Cesena

 

Lia Montalti

Assessore alle Politiche Ambientali

 

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