Cesena, aeroporto. Di Placido e Ferrini (Pri): "Poco coraggio e lacerazioni politiche su Seaf"

Cesena, aeroporto. Di Placido e Ferrini (Pri): "Poco coraggio e lacerazioni politiche su Seaf"

Non ci piace sottolinearlo, ma l'avevamo detto. Avevamo detto che la posizione oltranzista assunta dal Comune di Cesena, con il suo secco rifiuto di versare la propria quota per ricostituire il capitale sociale di Seaf, avrebbe portato a lacerazioni politiche con le Amministrazioni di Forli' e della Provincia.

 

Le dichiarazioni che leggiamo sulla stampa del Sindaco di Forli' e del Presidente Bulbi, purtroppo, vanno proprio in questa direzione.
Si poteva evitare questo strappo. Uno strappo che, all'evidenza, proviene da una lettura politica in chiave di "disimpegno" del Comune di Cesena, e non come una giusta critica alla gestione traballante dell'aeroporto.


Avevamo avanzato in Consiglio Comunale una proposta lungimirante, proprio volta a non dare adito a strumentalizzazioni altrui: diamo un mandato ampio al Sindaco - avevamo suggerito - per valutare il da farsi sulla base dell'evoluzione degli eventi e delle eventuali rassicurazioni, da ricevere in seno al Cda di Seaf, in merito al futuro ingresso dei privati.
Una posizione chiara e ponderata, da leggersi facilmente: siccome teniamo davvero alle sorti dell'aeroporto, dobbiamo sottolineare ritardi ed inadempienze nella gestione, ma in un'ottica lungimirante.

 

Come andava sottolineata anche l'assenza della Regione (che pure detiene il 25% della compagine sociale di SEAF) nella determinazione delle scelte strategiche dell'Aereoporto forlivese, e il suo silenzio in occasione dello "scippo" di Ryanair da parte di SEABO.

Se tutto questo doveva significare ricapitalizzare un'ultima volta, legando a ciò una iniziativa politica forte che, a prescindere dalle quote societarie detenute, potesse ridare nuovo vigore e nuovo slancio ad una infrastruttura vitale per il nostro territorio, ebbene si poteva fare.

Queste dovevano essere le risposte di Cesena. E invece no. 

 

E' stata proprio la sua stessa maggioranza a imbrigliare il Sindaco.Il Capogruppo in Consiglio del Partito Democratico, Fabrizio Landi, ha definito la posizione del PRI una posizione debole. 

Altro che posizione debole! La posizione debole, al contrario, è stata proprio quella di legare le mani al nostro rappresentante in seno a SEAF, nel costringerlo a dire un "no" senza se e senza ma. E di legargliele preventivamente e senza possibile mediazione politica.

 

La cifra da impegnare era di 90.000 Euro, cifra che forse ha spaventato: peccato che, nella medesima seduta del Consiglio Comunale, si sia votata l'acquisizione a scatola chiusa, per la modica cifra di 300.000 Euro, di un'area dal Demanio di cui nessuno ancora conosce la sorte futura.


Avremmo di gran lunga preferito una posizione più responsabile, che non esponesse Cesena a censure di opportunismo, ma tenesse invece alto il tenore della critica politica. Avremmo voluto che si affermasse che la gestione SEAF è stata inadeguata, ma che siccome consideriamo l'aeroporto Ridolfi strategico per il nostro territorio, non nascondiamo la testa sotto la sabbia.


Purtroppo la maggioranza che guida Cesena ha perso un'occasione per ascoltare il suggerimento dei Repubblicani, che, contro tutti gli inutili steccati politici, hanno a cuore solo gli interessi dei cittadini e del
 territorio.
A meno che questa maggioranza non creda più nell'importanza dell'aeroporto. Se così fosse, allora, esca dall'ipocrisia e lo dica chiaro e tondo.


Luigi Di Placido

Luca Ferrini

Gruppo consiliare PRI Cesena

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