Cesena, Agrofer apre i lavori: in regione duemila imprese della "green economy"

Cesena, Agrofer apre i lavori: in regione duemila imprese della "green economy"

Cesena, Agrofer apre i lavori: in regione duemila imprese della "green economy"

CESENA - Agrofer, la rassegna dedicata alle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER), che si rivolge anche all'agricoltura, è stata inaugurata venerdì 1 aprile da Giancarlo Muzzarelli, Assessore regionale alle attività produttive. Nel Convegno sul Piano energetico regionale per il prossimo triennio, che si è tenuto dopo l'inaugurazione, sono stati diffusi dati di notevole interesse. In Emilia Romagna esistono 2mila imprese nel Green Business

 

Dai rifiuti alla produzione di impianti per FER, dalle costruzioni di bioedilizia alla trasformazione di alimenti bio: oltre 230mila addetti. Sono elementi che fanno comprendere come cresce la domanda di una trasformazione verso la "Green Economy" che, se da una parte può diventare quel "marchio ambientale" di cui parla Muzzarelli, dall'altra è certo una esigenza di una vita e di un ambiente più "pulito". E in questo una forte spinta viene dal mondo agricolo, che oltre alle Produzioni Integrate e Bilogiche, ha avviato lo sviluppo delle agroenergie che consentono di qualificare e garantire sui mercati i prodotti DOP e IGP e quelli di qualità, requisiti essenziali per essere competitivi sui mercati interno e internazionale.

 

L'Emilia Romagna consuma 14 Tep (milioni di tonnellate petrolio equivalenti), che per l'80% provengono da fonti fossili. Con il Piano regionale (dovrebbe essere approvato entro maggio) si progetta di passare dagli 800 Mega Watt di FER (rinnovabili) del 2009 ad una produzione di 6.000 MW in 9 anni , attraverso l'adozione di successivi tre Piani energetici che consentano, ognuno, di incrementare questo "patrimonio" di 2000/2500 MW.

 

«Pensiamo di portare la quota delle FER al 17% -sostiene Muzzarelli- e allo stesso tempo vogliamo diminuire i consumi del 10%, favorendo l'uso delle biomasse e del geotermico, assieme alle altre FER. Non abbiamo le materie prime, ma le intelligenze e le capacità, per questo dobbiamo sviluppare cultura e ricerca. Non a caso -conclude l'Assessore- abbiamo dato vita ai Tecnopoli che possono diventare centri di quella trasformazione che deve essere anche culturale, perché è importante INVESTIRE per RISPARMIARE, ovvero ad un modo diverso di guardare al futuro predisponendo il cambiamento».

 

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A proposito di agroenergie, ad AGROFER sono stati resi noti alcuni progetti del CRPV (Centro Ricerche Produzioni Vegetali) che riguardano usi alternativi della barbabietola (es. Biogas dagli scarti) oppure elettricità dalla combustione di biomassa di sorgo, mentre Confcooperative ha fatto sapere che in Emilia Romagna 37 cooperative hanno fatto investimenti in impianti fotovoltaici per 15 milioni di Euro producendo così 3.600 MW con un risparmio di 700 tep (tonn equivalenti petrolio) e 5 altre cooperative, investendo 60 milioni in impianti a cogenerazione (biomasse), producono 105mila MW annui con un risparmio di 25mila tep, tanto per citare.

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