Cesena, al teatro Bonci la "Diceria dell'Untore"

Cesena, al teatro Bonci la "Diceria dell'Untore"

CESENA - Al Teatro Bonci di Cesena il 21 e 22 dicembre (ore 21), nell'ambito della Stagione d'Essai, la Sicilia di Gesualdo Bufalino diventa teatro: il Teatro Stabile di Catania ha affidato alla regia del palermitano Vincenzo Pirrotta il primo adattamento per la scena di Diceria dell'untore, il romanzo Premio Campiello 1981 che rivelò il talento di un sessantunenne, diventando un caso letterario. Alla guida di un cast numeroso, un altro siciliano, capofila dei migliori attori del nuovo cinema italiano: Luigi Lo Cascio.

 

La creazione lirica e barocca di Bufalino rivive nell'originale rilettura di Pirrotta che innesta e imprime, nella trama scenica, le orme di forti tensioni drammatiche, scaturite dal suo personale universo poetico. Grazie alla lingua marcatamente metaforica di Bufalino, la versione di Pirrotta conduce lo spettatore in una dimensione onirica, in cui si perdono i confini e l'identità geografica della vicenda, mentre si conferma l'intensità drammatica di un'esperienza largamente autobiografica: l'autore scrisse il romanzo ispirandosi alla propria reale permanenza in un sanatorio palermitano, nei primi anni del dopoguerra. Nella celebre intervista rilasciata a Leonardo Sciascia sull'Espresso, alla vigilia della pubblicazione, Bufalino riassumeva con queste parole i temi del romanzo: "Il sentimento della morte, la svalutazione della vita e della storia, la guarigione sentita come colpa e diserzione, il sanatorio come luogo di salvaguardia e d'incantesimo. E poi la dimensione religiosa della vita, il riconoscersi invincibilmente cristiano". Vincenzo Pirrotta si spinge oltre, interpretando Diceria dell'untore come disperata celebrazione di una forza vitale che non soccombe alla Morte ma consapevolmente la accoglie fra le sue braccia.

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