Cesena, al via 'Autori sotto le stelle': c'è anche Travaglio

Cesena, al via 'Autori sotto le stelle': c'è anche Travaglio

Sarà il conduttore del Tg5 Salvo Sottile ad aprire mercoledì sera la rassegna “Autori sotto le stelle”, il salotto letterario dell’estate cesenate con cinque serate da non perdere al Chiostro di San Francesco. Tra gli appuntamenti più attesi da segnalare quello con il giornalista Marco Travaglio (18 luglio) e quello conclusivo del 25 luglio con Lirio Abbate e Peter Gomez, con un’interessante inchiesta sulla mafia e gli uomini di Bernando Provenzano.


TUTTI GLI APPUNTAMENTI

Mercoledì 27 giugno ore 21.15

Salvo Sottile

Maqeda

(BCDeditore, 2007)


“Ora lo posso dire. Credo di non aver mai vissuto una sola vita. Ne ho vissute tante e tutte insieme. Intense e grame, spericolate oppure sospese, qualcuna amara qualcun’altra agro-dolce, forse nessuna davvero felice. Sono stato tanti uomini, la mia esistenza è il riassunto di tanti copioni incollati, di tante recite incrociate da cui sono fuggito un attimo prima che calasse il sipario. Palermo è stata il mio palcoscenico, il mio grande amore e insieme la mia maledizione.”

Maqeda è un gioco d'azzardo. Un viaggio nella memoria di un uomo che cerca se stesso tra i mille copioni incollati sulla sua pelle. Palermo è il suo palcoscenico. Una città ammaliante e violenta, che gli regala una sola possibilità: decidere quando e come calare il sipario. Filippo, il protagonista del romanzo, è un ragazzo avventato e ambizioso. La sua educazione sentimentale alla mafia comincia il giorno in cui si trova a fare da angelo custode ad una tossicodipendente. Dopo è un susseguirsi di ruoli. Diventa fotografo di cronaca nera, poi imprenditore senza scrupoli, poi braccio destro di uno zio ammanigliato con i boss. E finisce pure in carcere come complice di un omicidio. Non un omicidio qualunque, ma l'assassinio del vicequestore Ninni Cassarà, quel poliziotto eroico e testardo massacrato negli anni '80 dai corleonesi di Toto' Riina in guerra con lo Stato. Ed è lì, nei bracci dell'Ucciardone, che Filippo assapora prima il rispetto degli altri detenuti e poi il delirio di sentirsi finalmente parte di un olimpo potente e scellerato. Quello della mafia che comanda, che uccide, che atterrisce e che promette senza mai mantenere. Una tragedia degli inganni.

Maqeda è la storia di una vita che appare condannata alla crudeltà mafiosa. Un destino senza redenzione, flagellato dalle vendette e dai tradimenti. Filippo consuma la sua giovinezza costeggiando nefandezze e ambiguità. Sembra l'attore di una trama scritta apposta per stritolarlo. Una trama perfetta. Tranne l'ultima pagina.

Salvo Sottile è uno dei volti storici del Tg5. Conduttore e inviato in Italia e all'estero, ha iniziato la sua carriera a 17 anni, proprio in Sicilia, raccontando con inchieste e reportage i più grandi processi e i più grossi fatti di mafia, dalle uccisioni dei giudici Falcone e Borsellino, alla cattura dei grandi latitanti. Oggi vive e lavora a Roma. Maqeda è il suo primo romanzo.

Introduce la serata il giornalista Gaetano Foggetti.


Venerdì 6 luglio ore 21.15

“A che serve la poesia?”

dialogo e letture di

Erri De Luca e Ennio Cavalli

"A che serve la poesia? Perché non lo si chiede per la prosa? A che serve la prosa? A che servono le scuole elementari, le penne a sfera e i moduli per le raccomandate? Perché non si fanno queste domande a proposito del calcinculo, del tirassegno o delle trofie al pesto? A che servono le trofie al pesto? Servono a non mangiarsi le unghie o i soliti maccheroni. Lo stesso vale per la poesia. Serve a non mangiarsi le unghie o i soliti maccheroni." (Da Il poeta è un camionista, Ennio Cavalli, Archinto 2003).

“Sono predisposto al soccorso della poesia, che non è un’arte di arrangiare fiori, ma urgenza di afferrarsi a un bordo nella tempesta. Tu ti attacchi ai paletti della tenda quando il vento vuole strapparla via con voi dentro, io mi attacco a un paio di versi e me li canto per restare calmo. Per me è pronto soccorso, la poesia, non una sviolinata al chiaro di luna. E’ botta di salvezza.” (Da Sulla traccia di Nives, Erri De Luca, Mondadori 2005).


Erri De Luca, a diciotto anni nel 1968 raggiunge Roma, dove entra nel movimento politico Lotta Continua, divenendone uno dei dirigenti attivi durante gli anni '70. Svolge numerosi mestieri in Italia e all'estero, come operaio qualificato, camionista, magazziniere, muratore. Durante la guerra nella ex-Jugoslavia è autista di convogli umanitari destinati alle popolazioni. Studia da autodidatta diverse lingue, tra cui l'ebraico antico dal quale traduce alcuni libri della Bibbia. Pubblica il primo libro nel 1989, a quasi quarant'anni: Non ora, non qui, una rievocazione della sua infanzia a Napoli.

Regolarmente tradotto in lingua francese, tra il 1994 e il 2002 riceve il premio France Culture per Aceto, arcobaleno, il Premio Laure Bataillon per Tre Cavalli e il Femina Etranger per Montedidio. Nel 2002 pubblica per Einaudi la raccolta poetica Opera sull'acqua e altre poesie.

Ennio Cavalli, nato a Forlì, vive a Roma dove lavora come inviato speciale e caporedattore del Giornale Radio Rai. Tra i suoi libri di versi Naja tripudians (1976), Po e Sia (1991), Libro di storia e di grilli (1996), Libro di scienza e di nani (1999), Bambini e clandestini (2002), Cose Proprie. Poesie 1973-2003 (2003) e Libro di Sillabe (2006). E’ inoltre narratore, saggista e scrittore per ragazzi. Il suo romanzo Quattro errori di Dio (Aragno 2005), finalista nel 2005 del Premio Campiello, è stato tradotto in francese.

Introduce la serata il poeta Marco Viroli.

Mercoledì 11 luglio ore 21.15

Massimo Carlotto in

“La terra della mia anima”

Massimo Carlotto – voce narrante

Ricky Gianco – voce e chitarra

Patrizio Fariselli – pianoforte

Maurizio Camardi – sassofoni

Regia di Velia Mantegazza


Lo spettacolo è tratto dall’omonimo romanzo di Massimo Carlotto. La terra della mia anima è la "vera" storia di Beniamino Rossini, contrabbandiere, rapinatore, gentiluomo della malavita, che i lettori della saga dell’Alligatore ben conoscono nella trasposizione romanzata. La spalla di Marco Buratti, infatti, non è un personaggio del tutto inventato, ma fondato sulla personalità, il fisico e le vicende biografiche di un uomo conosciuto da Carlotto durante la sua detenzione in carcere. Il "vero" Rossini è morto il 7 maggio 2006, stroncato da un tumore; le sue ceneri — leggiamo nel libro — "sono state disperse su una cima delle montagne del feltrino e sullo scoglio di Mangiabarche in Sardegna, secondo i suoi desideri". Il libro è il frutto delle conversazioni di Beniamino con l’amico Massimo, pronto a registrare avventure, amori e passioni di una vita da fuorilegge dagli esordi, negli anni Cinquanta, come “spallone”, cioè trasportatore di sacchi di sigarette di contrabbando lungo il confine italo-svizzero, ai traffici via mare fino alla detenzione, passando per il Libano, Malta, Venezia e la Croazia della guerra civile. Il tutto raccontato con una forte dose di autoironia in tre capitoli (il titolo di ognuno riprende versi tratti dalle canzoni di Ricky Gianco, colonna sonora ideale del romanzo), dove il racconto cronachistico in flashback, scritto con il consueto stile intenso, scorrevole e nervoso, a metà strada tra quotidiano e letteratura, viene interrotto da pause di riflessione, sottolineate dall’uso del corsivo. Sono queste le parti più struggenti del romanzo, dove Beniamino ripensa ai vari episodi di una vita vissuta pericolosamente, tutta di corsa, senza mai guardarsi indietro, a ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Ne deriva il ritratto di un uomo inquieto, alla continua ricerca della terra della sua anima, fuorilegge per libera scelta.

Massimo Carlotto, nato a Padova risiede attualmente a Cagliari. Nel 1976, giovane universitario, militante di L.C., scopre casualmente il cadavere senza vita di una donna di cui viene accusato dell’omicidio. Dopo il processo d’appello e prima della sentenza fugge all’estero e si dà alla latitanza. Nel 1985 viene rimpatriato e comincia così la serie di processi, rinvii, errori giudiziari, condanne sino alla grazia che il Presidente della Repubblica gli accorda nel 1993. Da allora ha scritto una serie di romanzi tra i quali citiamo Il fuggiasco (1996), Nessuna cortesia all’uscita (1999), Il mistero di Mangiabarche (1999), Arrivederci amore, ciao (2001), Il maestro di nodi (2002), Niente, più niente al mondo (2004), Nordest (2005), La terra della mia anima (2006) e Dimmi che non vuoi morire (2007).

Mercoledì 18 luglio ore 21.15

Marco Travaglio

La scomparsa dei fatti

(Il Saggiatore)


«C’è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo, o con la Rai, o con la regione o con il comune o con la provincia o con la camera di commercio o con l’unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l’angolo. C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, “c’è gente che pagherebbe per vendersi”».


Marco Travaglio racconta lo stato dell’informazione in Italia: un’informazione svuotata di contenuti, malata di revisionismo, corrotta, mercenaria, sostanzialmente menzognera.


Marco Travaglio, ha iniziato la sua carriera al «Giornale» e alla «Voce». Ha collaborato a diverse testate tra cui «Repubblica» e «l’Unità». E’ autore di numerosi saggi tra i quali: L’odore dei soldi. Origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi (1997), Il manuale

del perfetto impunito. Come delinquere e vivere felici (2000), Bananas un anno di

cronache tragicomiche dalla stato semilibero di Berlusconia (2003), Montanelli e il

Cavaliere. Storia di un grande e di un piccolo uomo (2004), La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni (2006), Onorevoli wanted (2006).

Introduce la serata il Sindaco di Cesena Giordano Conti.


Mercoledì 25 luglio ore 21.15

Lirio Abbate e Peter Gomez

I Complici. Tutti gli uomini di Bernando Provenzano da Corleone al Parlamento.

(Fazi Editore, 2007)


“La sua cattura è stata la sua definitiva vittoria. Adesso la mafia non esiste. E’ scomparsa, morta, sepolta, sommersa. E per capirlo basta guardare Bernardo Provenzano, osservarne la faccia, i vestiti che gli cascano addosso, la seconda dentiera accanto al letto. (…) Qui sta la grande vittoria di Provenzano: essere riuscito con la complicità di tutti, politici, media, istituzioni, a farlo dimenticare.”


La biografia dell'ultimo “capo dei capi” letta attraverso le sue alleanze politiche ed economiche: dall'accordo con il Partito Socialista del 1987 fino alla stagione delle bombe di mafia del 1992-93; dall'arresto di Totò Riina fino al patto stretto, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell'UDC siciliana. Un libro esplosivo che ricostruisce, con documenti e testimonianze inedite, la ragnatela di rapporti che hanno permesso a Provenzano di restare libero per quarantatre anni. Un viaggio nella Mafia SpA, un'organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con molte cooperative rosse e imprese di dimensione internazionale, ha uomini infiltrati nelle banche, nelle istituzioni economiche, come la Confindustria, e in quelle culturali, come l'Università.
Quattordici anni dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, l'opera di Peter Gomez e Lirio Abbate racconta come tutto in Sicilia sia tornato come prima, con decine di deputati regionali eletti a

Palazzo dei Normanni nonostante i loro evidenti legami con Cosa Nostra, con una serie di parlamentari nazionali arrivati a Roma dopo aver contrattato l'appoggio degli uomini d'onore. Una lenta e inarrestabile riconquista del potere resa possibile dal silenzio delle istituzioni e dei media. In questo quadro l'arresto di Provenzano, più che il segnale della riscossa, diventa solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.


Lirio Abbate è redattore all'ANSA e collabora con «La Stampa». È stato l'unico cronista presente sulla scena dell'arresto di Provenzano. Ha seguito i processi e le inchieste di mafia più importanti degli ultimi dieci anni e le indagini sulla criminalità organizzata in Sicilia. Ha effettuato reportage sulle mafie in Italia e sugli sbarchi dei clandestini nelle coste siciliane; per questi servizi ha ricevuto il premio "Cronista dell'anno 2003".

Peter Gomez, giornalista de «L'Espresso» e collaboratore di «MicroMega», ha scritto, tra gli altri: L'Intoccabile. Berlusconi e Cosa Nostra (con Leo Sisti 1997), Mani Pulite. La vera storia (con Gianni Barbacetto e Marco Travaglio 2002) e, con Marco Travaglio, La Repubblica delle banane (2001), Bravi ragazzi (2003), Regime (2004), Inciucio (2005), Le mille balle blu (2006).

Introduce la serata il Sindaco di Cesena Giordano Conti.

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