Cesena, alla scoperta dei cimeli della biblioteca Comandini

Cesena, alla scoperta dei cimeli della biblioteca Comandini

CESENA - Una ciocca di capelli di Garibaldi, il cannocchiale usato dal Generale nella campagna del 1849, una lettera autografa di Giuseppe Mazzini, il bastone da passeggio di Benedetto Cairoli: sono questi alcuni dei cimeli risorgimentali che i cesenati potranno ammirare visitando la biblioteca Comandini, eccezionalmente aperta al pubblico da oggi fino al 23 marzo in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia.

 

Ad aprirne ufficialmente i battenti, oggi mercoledì 16 marzo, sono stati il Prefetto di Forlì-Cesena Angelo Trovato, il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi e la Presidente del Consiglio Comunale di Cesena Rita Ricci.

Ma l'intera biblioteca Comandini è un tesoro che vale la pena di visitare. Avviata dal giornalista e storico Alfredo Comandini, discendente di una famiglia tutta votata alla causa nazionale (alla sua nascita il padre Federico era in prigione per aver partecipato alle cospirazioni mazziniane), la raccolta comprende un'enorme mole dei materiali: 13.376 volumi, oltre 13mila opuscoli, e ancora, 4.600 stampe, 479 manoscritti, 397 quotidiani, 1518 testa di periodici, 6mila immagini, 692 monete, 966 medaglie e cimeli vari. Il tutto conservato negli arredi originali dello studio di Comandini, anch'essi donati dalla famiglia alla città di Cesena intorno al 1970.

 

Così, in questi giorni i  visitatori potranno ammirare la grande libreria oggi ospitata nell'ex refettorio del convento di San Francesco, su cui compare il motto "Più oro dell'oro" (dettato da Giovanni Pascoli a celebrazione dell'attività in favore dell'istruzione e degli insegnanti dall'onorevole Ubaldo Comandini, che si occupò alla morte del cugino Alfredo), e ancora l'imponente "Danteum", un leggio realizzato appositamente per accogliere i monumentali volumi della Divina Commedia illustrati da Amos Nattini negli anni Venti, mentre su uno schermo sarà proiettata a ciclo continuo una serie di diapositive di stampe e altri documenti del fondo. Nella stanza a fianco è esposta, invece, la vetrina dei cimeli risorgimentali.

Fino al 23 marzo la Biblioteca Comandini potrà essere visitata gratuitamente tutti giorni, dalle ore 9 alle ore 12 e dalle 15 alle 18. Per accedervi bisogna passare dal Chiostro di San Francesco, attraverso l'entrata del Museo Archeologico. Si ricorda che, in occasione dell'apertura della Comandini, giovedì 17 marzo e domenica 20 marzo, sarà possibile visitare gratuitamente anche la monumentale Biblioteca Malatestiana, che rimarrà quindi aperta anche nel pomeriggio di domenica, con orario continuativo dalle 10 alle 18,30.

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E intanto, alcuni degli esemplari del medagliere di Comandini sono esposti al Museo del Risorgimento di Ravenna nella mostra "Percorso massonico risorgimentale". Fra gli oggetti della Comandini inseriti nella mostra ravennate, un rarissimo clichè per la stampa dell'intestazione delle circolari interne del Grande Oriente di Milano, inciso su rame nel 1805; il Gioiello di Loggia coniato in argento nel 1809 per la Loggia milanese (Imperiale Carolina); un gettone di presenza della Loggia massonica livornese Napoleon del 1807.

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