Cesena, Angeli (Pli): "Sapro, mostruosità amministrativa"

Cesena, Angeli (Pli): "Sapro, mostruosità amministrativa"

CESENA - Gli interventi paventati per salvare Sapro violano qualunque legge di mercato e principio di buona amministrazione. Eppure solo un anno fa sia la dirigenza di Sapro che gli amministratori del comune di Cesena assicuravano che il debito sarebbe rientrato senza interventi straordinari e senza che gli enti pubblici ci rimettessero il denaro dei cittadini. Oggi invece non solo il debito è aumentato, ma il piano di ristrutturazione da 60 milioni di Euro, come appare sulle agenzie di stampa, ci sembra una vera e propria mostruosità amministrativa, oltre a costare assai al contribuente e rischierebbe anche d'essere inutile, dato che il debito è ancora maggiore.

 

Innanzi tutto si interverrebbe pesantemente sul mercato immobiliare violando ogni possibile legge di mercato con variazioni di destinazione d'uso dei terreni che non terrebbero conto nemmeno dei piani urbanistici votati dai consigli comunali, oltre a causare un danno ingiusto a chi quei terreni ha venduto a Sapro con destinazioni diverse. Ci sarebbe poi un importante impegno economico a fondo perduto dei comuni soci, con ulteriore spreco di risorse pubbliche per una società che già da anni era considerata, almeno a Cesena, molto deludente nei risultati e da dismettere. Ricordo infatti nella passata legislatura opinioni negative quasi unanimi nei confronti di Sapro da parte di tutte le forze politiche, tanto da arrivare ad esautorare la società dalla gestione di aree  produttive come Pievesistina, ferme da oltre 10 anni, e la sua sostituzione con altra società, la Pieve 6.  

 

Anche le altre soluzioni prospettate sono fonte di preoccupazione, come la spalmatura del debito su altre società pubbliche o il ricorso a nuovi finanziamenti bancari, ovvero ad altro debito. Il tutto appunto per una società pubblica che non ha svolto, almeno nel cesenate, alla sua funzione di gestione a prezzi calmierati delle aree produttive, lanciandosi invece in attività immobiliari azzardate che non sarebbero dovute rientrare nella sua competenza. Oggi forse sarebbe molto più giusto lasciare libero corso al fallimento, come richiesto dal tribunale, ma evidenziando le responsabilità personali degli amministratori per questi risultati, perché chi ha sbagliato paghi, dato che a nostro avviso non deve sempre e comunque pagare il cittadino.

Stefano Angeli, segretario comunale del Partito Liberale Italiano di Cesena

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