Cesena, approvato il nuovo regolamento per le verande. Lega Nord si astiene

Cesena, approvato il nuovo regolamento per le verande. Lega Nord si astiene

CESENA - Sono approdati giovedì in Consiglio comunale il nuovo regolamento per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche e il testo contenente le modifiche apportate al regolamento edilizio. Quest'ultimo contiene in particolare la riscrittura del ‘famoso', articolo 13, che riguarda le "installazioni di manufatti a servizio di pubblici esercizi in area privata": insomma quelle verande che ancora oggi rimangono una questione aperta e che sono state oggetto dei lavori di una specifica commissione comunale.

 

Spiega una nota della Lega Nord Antonella Celletti, la capogruppo, che è astenuta sul nuovo regolamento per l'occupazione di suolo pubblico perché, a nostro avviso, permangono troppe rigidità: "Noi pensiamo ad una città più fruibile e aperta, mentre ravvediamo nell'atteggiamento dell'amministrazione qualche coloritura in qualche modo vessatoria e sanzionatoria. Uno spiraglio comunque c'è stato. L'accoglimento da parte della Giunta, ed in particolare dell'assessore Moretti, di un emendamento a firma Lega Nord e Pri che ha dato una maggiore elasticità alla concessione delle occupazioni temporanee".

 

"Queste non saranno più obbligatoriamente di sette mesi, da aprile ad ottobre, senza soluzione di continuità, ma di otto mesi, senza un periodo preciso e con la possibilità di essere spezzate in due tranche. Il nostro auspicio è che il regolamento venga comunque interpretato in modo flessibile, pur nel rispetto delle leggi in materia, per sostenere gli esercizi pubblici e per garantire alla città, in particolare al centro storico, maggiore vivacità e vitalità".

 

"Diverso il nostro atteggiamento nei confronti delle modifiche al regolamento edilizio. In questo caso, infatti, il nostro voto è stato negativo perchè riteniamo che i cambiamenti apportati non colgano, ancora una volta, il vero problema all'origine delle lungaggini procedurali comunali. Di certo, poi, non ci convince del tutto il nuovo testo dell'art.13, con alcuni passaggi non ben chiariti sulle modalità di attuazione, che potrebbero allungare i tempi di rilascio delle autorizzazioni

 

Ma anche sul fronte più generale, le cose in realtà non cambiano. Come abbiamo detto in aula, si tratta di un'incipriatura più formale che sostanziale", spiega la Lega Nord. "Quello che chiedono i tecnici del settore sono tempi più certi per le procedure, meno discrezionalità e più buon senso nell'interpretare la norma, più coordinamento tra uffici e più attenzione per le esigenze dei committenti. Di tutto questo c'è ancora poca traccia: il problema è infatti più culturale che normativo e regolamentare. Ci vuole una vera rivoluzione che muti radicalmente l'atteggiamento del pubblico nei confronti dell'utenza esterna: un atteggiamento più aperto e flessibile, autorevole e consapevole nell'interpretare le norme, in modo da fornire risposte certe ed equanimi ai cittadini".

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