Cesena, arriva una filiale della Associazione anti-usura

Cesena, arriva una filiale della Associazione anti-usura

CESENA - L’associazione nazionale anti-ususra e anti-racket vuole aprire una “filiale” a Cesena. La proposta è del presidente Paolo Bocedi, che, dopo essere intervenuto nel caso della gioielleria messa alle strette da un usuraio, ha ricevuto allarmi da più di 30 persone del territorio romagnolo. L’idea è di aprire un punto di ascolto e di sottoporre a commercianti ed artigiani un questionario anonimo sul tema “usura e dintorni”. Molta la colpa data da Bocedi alle banche.


Il progetto seguirebbe l’impronta di quello già attivo a Milano, anche perché l’allarme usura, nella nostra zona sarebbe venuto a galla in poco meno di un mese. Certamente non tutte le segnalazioni sono fondate, ma sprattutto chi denuncia l’usura da solo, va protetto da probabili rappresaglie, che avvengono più raramente per chi si muove sotto la tutela di associazioni o, comunque non singolarmente. Così ha spiegato il problema Paolo Bocedi.


Ovviamente l’associazione (tel.800-667733) si muoverà in collaborazione con i Comuni. Le forze dell’ordine smentiscono l’esistenza di vere e proprie società criminali locali, dedite allo strozzinaggio, ma di singoli soggetti pericolosi. Bocedi replica, ribadendo le richieste di aiuto ricevute. Ma soprattutto si rivolge alle banche incolpandole, senza mezzi termini, di non concedere prestiti, di solito di poche migliaia di euro, per poi elargirne centinaia di migliaia al Tanzi di turno. Così parte il meccanismo dell’usura.

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Ne è testimone una commerciante di Cesenatico, che dopo essersi vista negare dalla banca un finanziamento di 25 mila euro, garantito all’85 per cento dall’associazione di categoria, ha pensato di rivolgersi ad uno strozzino. Si è prima rivolta, per fortuna, all’associazione “anti-usura”, facendo presente che molte altre persone si trovano nelle sue stesse difficoltà.

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